Regione Toscana
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Il Piano Integrato di Salute (PIS) mira a garantire equità di accesso e qualità nelle cure attraverso il riordino delle reti territoriali.
La governance della Zona agisce come perno per la presa in carico integrata delle malattie croniche, il sostegno alla domiciliarità ed in generale la gestione dei bisogni complessi, assicurando continuità assistenziale tra ospedale e territorio e valorizzando il ruolo strategico della Prevenzione. Rafforzare la governance della Zona Distretto è quindi una sfida centrale per l'integrazione socio-sanitaria. L'obiettivo è superare la frammentazione tra i servizi ospedalieri, territoriali e sociali per creare un sistema che metta davvero al centro il cittadino.

La parola d’ordine è integrazione. Essa può essere declinata in quattro ambiti.

  • Innanzi tutto l’Integrazione Politico-Istituzionale. La governance parte da una visione condivisa tra i Comuni e l’Azienda Sanitaria definita nell’Atto di Indirizzo. Definendo indirizzi strategici e priorità di intervento la Conferenza si qualifica come reale sede di impulso alla programmazione, che si specifica poi nella definizione operativa delle responsabilità, risorse e obiettivi comuni tra Sanità e Sociale. In questo ambito è fondamentale il ruolo dell’Ufficio di Piano unificato quale struttura tecnica deputata al supporto alla definizione, monitoraggio e valutazione degli interventi del Piano Operativo Annuale ed alla loro coerenza con gli obiettivi strategici del PIS. Il sistema di monitoraggio contribuisce così ad un miglioramento continuo della programmazione e della qualità dei servizi socio-sanitari.
  • Il secondo ambito di integrazione attiene ai Modelli Organizzativi, in particolare inerenti la Casa della Comunità che, grazie anche ai fondi del PNRR diventa l'hub della governance territoriale. Qui operano Equipe Multiprofessionali, non solo medici, ma infermieri di famiglia, assistenti sociali, psicologi e specialisti che lavorano nello stesso spazio fisico. Altro elemento portante del nuovo sistema è il Punto Unico di Accesso (PUA), un "front-office" intelligente che orienta il cittadino evitando che debba “rimbalzare” tra uffici diversi. Il PUA non è un semplice sportello informativo, ma il luogo della valutazione multidimensionale. Vi operano insieme l'assistente sociale e l'infermiere di comunità, coadiuvati anche da figure di estrazione amministrativa. Quando un cittadino presenta un bisogno complesso (es. un anziano non autosufficiente), il PUA attiva l'UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale). L’obiettivo è di evitare che l'utente debba frammentare la propria domanda tra servizi diversi, garantendo una risposta unitaria.
  • Altro elemento fondamentale di integrazione è quello tecnologico, focalizzato sulla digitalizzazione e sulla disponibilità di dati strutturati finalizzati al monitoraggio continuo. Senza dati condivisi, la governance rimane "cieca".
    Tra gli strumenti a supporto dell’integrazione tecnologica assume rilevanza centrale il Fascicolo Sanitario e Sociale Elettronico; questo permetterà agli operatori sociali e sanitari di consultare le informazioni rilevanti (nel rispetto della privacy) per una presa in carico globale. A monte dell’output finale FSE occorre che si realizzi un dialogo strutturato nella rete informatica aziendale di tutti i sottosistemi adesso in uso nei vari servizi ospedalieri e territoriali, tendendo così ad una Cartella Clinica informatizzata.
    Per il monitoraggio è fondamentale prediligere sempre Indicatori di Risultato (KPI), passando dal monitoraggio della "spesa" al monitoraggio della "salute". Ad esempio, misurare la riduzione dei ricoveri impropri grazie a una migliore assistenza domiciliare, oppure la riduzione dei codici minori trattati in Pronto Soccorso perché intercettati dalla Casa della Comunità.
  • Ultimo elemento di integrazione, non per ordine di importanza, è quello legato alla Partecipazione dei cittadini e del Terzo Settore. La governance non è solo per gli "addetti ai lavori". La Co-programmazione e Co-progettazione con il Terzo Settore; occorre coinvolgere gli enti privati senza scopo di lucro che hanno finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale come partner strategici nella lettura dei bisogni del territorio. Coinvolgere i cittadini attraverso la creazione di consulte o forum permanenti per raccogliere i feedback sulla qualità della presa in carico permetterà di completare il ragionamento in termini di valore.
Nei programmi operativi del POA 2026 sono individuate le azioni che permettono di affrontare gli obiettivi delineati.
La definizione degli obiettivi è stato frutto di un percorso di partecipazione che ha visto coinvolti tutti gli stakeholders della zona. Abbiamo previsto che tale percorso prosegua nel corso dell’anno al fine di attuare quanto previsto, monitorarne i risultati, eventualmente adeguare la previsione e verificarne gli esiti.

Vedi  Piano Integrato di Salute (PIS) e Programmazione Operativa Annuale (POA) 2026  -  Aretina