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Volontari AVO donano panchina
La donazione arriva da AVO con l’obiettivo di sensibilizzare utenti e visitatori sulla violenza di genere

Una panchina rossa all’ingresso dell’ospedale San Donato per sensibilizzare contro la violenza di genere e promuovere la cultura del rispetto. È quella che AVO (Associazione Volontari ospedalieri) ha donato stamani all’ospedale di Arezzo andando ad arricchire lo spazio esterno davanti all’ingresso principale della struttura ospedaliera con uno dei simboli più riconoscibili della lotta alla violenza contro le donne. Alla consegna erano presenti il direttore del Presidio ospedaliero Alessio Cappetti e Maddalena Conti Redi, presidente di AVO Arezzo.

La panchina vuole ricordare a cittadini, utenti, operatori sanitari e volontari che il contrasto alla violenza di genere è una responsabilità collettiva e che la cultura del rispetto deve essere promossa ogni giorno.
«L' Associazione volontari ospedalieri è da sempre vicina ai più fragili ed in questo caso alle donne che hanno subito violenze – dice Maddalena Conti Redi presidente di Avo Arezzo -. Questa panchina è un simbolo universale di rifiuto della violenza contro le donne, ma anche un messaggio per tutte coloro che non hanno il coraggio di denunciare e portare alla luce la condizione di violenza nella quale si trovano costrette a vivere. Spero che la panchina rossa possa essere di stimolo alle vittime incoraggiandole a cercare aiuto. Ma la panchina rossa è anche un invito a tutti noi, uomini e donne, a fermarsi un attimo e riflettere sull’importanza del rispetto verso l’altro e sulla necessità di non voltarsi mai dall’altra parte».

«Ringrazio l’Associazione Volontari Ospedalieri per questa donazione che va oltre l’oggetto materiale in sè e che riveste un significato particolare, un invito a non dimenticare che la violenza sulle donne riguarda l'intera società – sono le parole del Direttore del PO Alessio Cappetti -. La panchina rossa è un messaggio di speranza, di vicinanza alle vittime e di impegno comune per costruire una comunità fondata sul rispetto, sull'ascolto e sulla dignità di ogni persona».