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Un’esperienza di successo tra osservazione, innovazione e scambio culturale


Prosegue con risultati positivi il progetto che vede coinvolti studenti statunitensi in formazione nel reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale San Donato, diretto dal dottor Marco De Prizio.

Nell'ambito del progetto, la Chirurgia Generale, insieme alle Unità Operative di Urologia, Ginecologia e Chirurgia Vascolare, accoglie gli studenti per un percorso formativo di osservazione clinica della durata di tre settimane. Al termine di ciascun periodo, un nuovo gruppo di studenti prende parte all'esperienza. Il programma si svolge dal 12 maggio al 30 luglio.

Per il reparto di Chirurgia Generale, i referenti dell'iniziativa sono la dottoressa Alessia Biancafarina e il dottor Lorenzo Maria Fatucchi, incaricati dal dottor De Prizio di coordinare l'accoglienza e la formazione degli studenti. L'esperienza sta raccogliendo feedback estremamente positivi da parte dei partecipanti, che provengono da diversi Stati degli USA, tra cui Florida, Texas, North Carolina, Tennessee, Kentucky, Colorado e Illinois.

Gli studenti coinvolti hanno completato il percorso "Pre-Medical Course", una formazione propedeutica all'iscrizione alla facoltà di Medicina, che inizieranno nel prossimo mese di settembre. In queste settimana hanno avuto l'opportunità di seguire da vicino la vita dei reparti e delle sale operatorie, assistendo a interventi di chirurgia programmata, robotica, laparoscopica e d'urgenza.

Particolarmente significativo è stato l'interesse suscitato dalla chirurgia robotica che ha rappresentato per molti di loro una vera scoperta. Diversi studenti, inizialmente orientati verso discipline mediche non chirurgiche, hanno dichiarato di aver rivalutato il proprio percorso professionale dopo questa esperienza, maturando una maggiore propensione per la chirurgia.

«Questo risultato ci riempie di orgoglio - sottolineano i referenti del progetto -. La possibilità di trasmettere l'amore per la medicina, la passione per la chirurgia e l'entusiasmo per l'innovazione tecnologica a giovani provenienti da un altro Paese rappresenta un'importante soddisfazione professionale e umana. È la dimostrazione che la qualità della formazione, l'accoglienza e la condivisione delle competenze possono superare ogni barriera linguistica e culturale».