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Il direttore del Centro trasfusionale Asl Tse, Pietro Pantone: «Un esempio da seguire perché di sangue c’è sempre bisogno»

Torna la Giostra del Saracino e con essa la solidarietà. Fino al 19 giugno i quartieristi di Porta Crucifera faranno tappa al Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Donato per donare sangue. Un gesto di solidarietà che sancisce la collaborazione decennale tra il Quartiere di Porta Crucifera, Avis Arezzo e Asl Toscana Sud Est.

La donazione di sangue o plasma ha un valore particolare perché contribuisce a salvare vite attraverso un gesto semplice, che non costa nulla e che richiede pochi minuti, oltre ad essere anche l’occasione per fare un regalo a sé stessi perché permette di tenere sotto controllo i propri valori e il proprio benessere.

«Questo è uno degli appuntamenti dell'anno che il nostro gruppo donatori rossoverde organizza da tempo in occasione della Giostra di Giugno – spiega Andrea Fazzuoli, rettore di Porta Crucifera –. La solidarietà è un momento importante, e donare sangue e plasma è un regalo che il nostro Quartiere fa alla comunità aretina. Un esempio di spirito di squadra che si traduce in solidarietà».

«Rinnoviamo il nostro grazie al gruppo donatori del Quartiere di Porta Crucifera per questa mobilitazione e l’impegno nella sensibilizzazione verso la donazione di sangue - afferma il dr. Antonio Guida presidente AVIS Arezzo - Donare sangue volontariamente e con consapevolezza permette di concretizzare la propria disponibilità verso gli altri ma anche verso sé stessi, poiché, così facendo, si alimenta un patrimonio collettivo di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno.»

«Ringrazio Porta Crucifera per l’importante iniziativa e mi auguro che l’esempio dei quartieristi possa essere seguito anche da altre persone perché di sangue e di plasma ce n’è sempre bisogno – dichiara il dr. Pietro Pantone, direttore del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Arezzo –. Invito chi ancora fosse titubante, a visitare le nostre strutture per un colloquio con i medici trasfusionisti. Chiunque, tra 18 e 60 anni, può iniziare a donare prenotando la prima visita attraverso le associazioni di volontariato. Per tutto il periodo di attività lo stato di salute dei donatori viene tenuto costantemente sotto controllo attraverso esami periodici».