Regione Toscana
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I dispositivi donati da Calcit e AMRAR Arezzo, sono stati consegnati stamani al Reparto diretto dalla dr.ssa Lara Storri


Un ecografo e tre lettini automatizzati per visite ambulatoriali. È quanto donato rispettivamente da Calcit Arezzo e da Associazione malati reumatici di Arezzo (AMRAR) per un valore complessivo di quasi 36 mila euro.

Una donazione che viene incontro alle necessità del reparto dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Reumatologia dell’ospedale San Donato, diretta dalla dottoressa Lara Storri.

«Abbiamo chiesto alla dottoressa quali fossero le necessità del suo reparto e lei ci ha chiesto tre nuovi lettini da ambulatorio – dice Roberto Castellucci presidente di Amrar -. La collaborazione con Asl ed Estar ci ha consentito di acquistare i dispositivi con le stesse caratteristiche di quelli in uso negli ospedali della Regione, permettendoci di ottenere anche un importante sconto sul loro acquisto, sostenuto grazie ai contributi del 5X1000 di cui beneficia l’associazione e ad una raccolta fondi dedicata. Abbiamo voluto dedicare la donazione alla memoria dei nostri tre soci fondatori: Ottone Occhiolini, Aurora Feri e Valerio Signorini».

«Un sentito ringraziamento – aggiunge Giancarlo Sassoli, presidente Calcit Arezzo - va alla ditta FIOR di Ponticino che ci supporta da anni e che, anche in questa occasione, ha voluto sostenere questo importante investimento a favore di un reparto che rappresenta un centro di riferimento per i pazienti con malattie reumatiche, grazie al contributo di 20 mila euro che ha permesso l’acquisto dell’ecografo, dotato di sonde, il cui valore complessivo è di 34 mila euro».

«Ringrazio Giancarlo Sassoli e Roberto Castellucci per il loro supporto e per l’attenzione che mostrano verso il reparto che dirigo e verso l’ospedale – conclude Lara Storri -. Le associazioni di volontariato rappresentano un’importante colonna per il nostro sistema sanitario contribuendo, con la loro generosità, a migliorare il nostro lavoro di cura verso le persone che hanno bisogno di assistenza clinica. Avere dispositivi nuovi capaci di garantire performance migliori facilita la nostra attività con ricadute positive sul paziente».