Entrerà in servizio mercoledì 16 settembre
La dottoressa Chiara Barneschi è stata nominata direttrice della U.O.C. Anestesia e Rianimazione degli ospedali di Nottola e di Abbadia San Salvatore, all’esito della selezione. Entrerà in servizio mercoledì 16 settembre. La nomina è contenuta in un atto deliberativo del direttore generale dell’Asl Toscana sud est Marco Torre.
Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Siena, la dottoressa Barneschi ha conseguito presso il medesimo ateneo la specializzazione in Anestesia e Rianimazione. Negli anni, inoltre, ha ottenuto due master di secondo livello e la laurea triennale in Economia e Gestione delle Imprese delle Aziende e dei Servizi Sanitari presso Università Cattolica del Sacro Cuore e ALTMES di Roma. Dal 2023 responsabile dell’UOSD di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Bibbiena, svolge inoltre attività nell’emergenza-urgenza territoriale e, dal 2023, è medico di elisoccorso presso la base Pegaso 2 di Grosseto. Negli anni ha lavorato in altri presidi dell’Asl Toscana sud est e in strutture di Pordenone e di Piacenza.
«La dottoressa Barneschi conosce questi presidi, avendovi già lavorato, - commenta il direttore generale Asl Tse Torre. - Negli anni, poi, ha acquisito competenze importanti che la fanno essere il profilo giusto per la posizione. Nel suo ultimo incarico all’ospedale di Bibbiena, ha dimostrato di saper gestire con capacità e abnegazione la responsabilità dell’Anestesia e Rianimazione».
«Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Direzione aziendale per la fiducia che hanno voluto accordarmi, - afferma la dottoressa Barneschi. - Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità. Il mio impegno sarà rivolto a valorizzare le competenze e le professionalità già presenti all’interno dell’Unità Operativa, rafforzando il lavoro di squadra, la formazione continua e la collaborazione tra tutti i professionisti, con l’obiettivo di garantire un’organizzazione sempre più orientata alla sicurezza, alla qualità delle cure e alla centralità del paziente».
