Endocrinologia, Pediatria ed Educazione alla salute insieme per la prevenzione
Insegnare l’educazione alla salute nelle scuole. E’ questo il contesto in cui si inserisce l’iniziativa “Spiegare la tiroide nelle scuole”, organizzata dalla Uosd di Endocrinologia e dalla Uoc di Pediatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto, in associazione con l’Area Dipartimentale Promozione ed Etica della Salute dell’Azienda Usl Toscana Sud-Est, rivolta alle scuole di primo e secondo grado della provincia di Grosseto.
La serie di incontri è partita il 23 gennaio con un primo incontro a Castel Del Piano e Arcidosso con le studentesse e gli studenti dell’istituto comprensivo «Vannini-Lazzeretti». Sono intervenuti il dr Capezzone, per la Endocrinologia grossetana e le dottoresse Alessandra Tabarrini, Alessandra Di Bartolomeo e Federica Esposito della Pediatria dell’ospedale Misericordia.
Il focus è sulla prevenzione della carenza iodica e sulla prevenzione della patologia tiroidea attraverso l’adeguata assunzione di sale iodato.
«Il ruolo della ghiandola tiroidea è fondamentale durante tutta la vita, a partire dall’epoca fetale fino alla terza età nel regolare importanti processi, quali lo sviluppo neuropsichico e l’accrescimento somatico nell’età evolutiva, ma anche per la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale, lipidico, glucidico ed osseo e per la fertilità in tutte le età” spiega Marco Capezzone, direttore della Uosd di Endocrinologia - Lo iodio è essenziale per il corretto sviluppo e funzionamento della ghiandola tiroide e della produzione degli ormoni tiroidei e la carenza di Iodio è una delle cause di ipotiroidismo, congenito ed acquisito».
La dottoressa Falorni, direttrice della Uoc di Pediatria, spiega come «la forma congenita è causata dalla mancata o incompleta formazione della tiroide durante la vita intrauterina ed ha un’incidenza di 1 su 2.000 nuovi nati in Italia. La tiroide comincia a produrre ormoni tiroidei intorno alla 12^ settimana di gravidanza ed è quindi fondamentale che le future mamme acquisiscano un adeguato apporto di iodio per se stesse e per il bambino. Una carenza nutrizionale di questo microelemento (lo si trova soprattutto nel sale iodato, ma anche nel pesce di mare e nei crostacei) può avere un forte impatto negativo sullo sviluppo neurologico e neurocognitivo del nascituro. L’apporto adeguato di iodio in età infantile ed adolescenziale è poi importante per prevenire l’aumento delle dimensioni della ghiandola (“gozzo tiroideo”) (circa 5 milioni di persone in Italia, ovvero il 12% della popolazione) ed il conseguente ipofunzionamento della ghiandola stessa».
L’iniziativa intrapresa dall’Endocrinologia e dalla Pediatria dell’ospedale Misericordia di Grosseto è legata al fatto che il sospetto di patologia tiroidea costituisce uno dei motivi più frequenti di visita ambulatoriale endocrinologica ed è rivolta a rinforzare le conoscenze sulla funzione dello iodio, sul contenuto di iodio negli alimenti, sul fabbisogno di questo elemento nell’età evolutiva e sugli effetti della sua carenza, per sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’assunzione quotidiana di Iodio, atta a prevenire le disfunzioni tiroidee legate alla sua carenza stessa. Durante la campagna informativa verranno anche eseguite su base volontaria, agli studenti che aderiranno, ecografie alla ghiandola tiroidea tramite l’utilizzo di un ecografo portatile (frutto della donazione della onlus Insieme in Rosa).
«Per migliorare la salute pubblica, conclude il dottor Capezzone - è fondamentale una educazione sanitaria adeguata e la scuola riveste, per questo motivo, un ruolo fondamentale».
«Spiegare la tiroide nelle scuole», partito da Castel del Piano e Arcidosso il progetto rivolto agli studenti
- Dettagli
