Il tumore del colon-retto è tra i più frequenti nella popolazione. Negli uomini è il terzo tumore più diagnosticato dopo prostata e polmone, mentre nelle donne è il secondo dopo quello della mammella. Negli ultimi anni si è registrata una riduzione della mortalità, grazie soprattutto alla diagnosi più precoce e al miglioramento delle terapie. Parallelamente, tuttavia, si osserva un incremento dei casi tra gli adulti più giovani: le forme ad esordio precoce rappresentano oggi circa il 10–14% delle nuove diagnosi e l’incidenza nella fascia di età 20-49 anni è quasi raddoppiata negli ultimi decenni.
Per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, Asl Toscana Sud Est, insieme al Calcit, ha promosso nel mese di marzo alcune iniziative rivolte alla cittadinanza e ai giovani.
Martedì 17 marzo – ore 8.30-10.00
Incontro di sensibilizzazione con gli studenti del Liceo Scientifico, dedicato alla prevenzione e ai corretti stili di vita.
Martedì 24 marzo - ore 20:45
Camminata notturna cittadina di 5 km, iniziativa aperta alla popolazione per promuovere attività fisica e salute.
Ritrovo Parco Giotto lato Vigili del Fuoco.
Sabato 28 marzo – ore 16.00-18.00
Incontro pubblico con i cittadini presso il Circolo Artistico di Arezzo, dedicato all’informazione sul tumore del colon-retto, sui fattori di rischio e sull’importanza dello screening.
“Tra i principali fattori di rischio figurano il consumo elevato di carni processate e carni rosse, l’assunzione di zuccheri raffinati, il consumo di alcol, il fumo e il sovrappeso – sottolinea il dottor Marco Rossi, direttore dell’Area Dipartimentale di Gastroenterologia –. Per questo è fondamentale aderire ai programmi di screening e rafforzare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione. Nonostante l’efficacia, il test del sangue occulto nelle feci viene effettuato da meno del 50% delle persone a cui è rivolto: un dato che evidenzia la necessità di intensificare le attività di informazione e sensibilizzazione. Fare screening è un gesto semplice che può davvero salvare la vita”.
“Come Calcit crediamo profondamente nel valore della prevenzione e dell’informazione – dichiara Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit –. Iniziative come queste sono fondamentali per avvicinare i cittadini ai temi della salute e per ricordare quanto sia importante aderire ai programmi di screening. La collaborazione con la Asl Toscana sud est e con le realtà del territorio ci permette di diffondere una cultura della prevenzione che può davvero fare la differenza”.
In Toscana lo screening per il tumore del colon-retto consiste nel test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, inviato ogni due anni alle persone di età compresa tra 50 e 70 anni. Si tratta di un esame semplice ma molto efficace per individuare eventuali segnali precoci della malattia. In caso di positività, il cittadino viene indirizzato alla colonscopia, che consente di individuare e rimuovere eventuali polipi prima che possano trasformarsi in tumore maligno.


