Regione Toscana
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Da sinistra: il dr. Franco Lelli e Roberto Francini (rispettivamente past president e presidente di Rotary Club Arezzo), il dr Ciro Sommella e la coordinatrice Ostetrica Lucia Guerrera
È stato donato dal Rotary Club di Arezzo per incrementare il ventaglio di modalità per partorire

Uno sgabello olandese per facilitare il parto. A donarlo al Reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Donato è il Rotary Club Arezzo.

Si tratta di uno sgabello realizzato in legno e con materiali che ne agevolano la sanificazione dopo ogni uso, oltre a garantire la sicurezza della donna durante il parto.

La consegna, stamani, alla presenza del direttore del reparto dottor Ciro Sommella, del direttore dell’ospedale Alessio Cappetti, e per il Rotary Arezzo, il presidente Roberto Francini e il past presidente Franco Lelli, in passato direttore del reparto guidato oggi da Sommella.

Lo sgabello offre un supporto sicuro sia per quanto riguarda la stabilità che sotto il profilo igienico grazie ai materiali impiegati per la sua realizzazione che ne consentono la sanificazione. Il suo impiego facilita la discesa del bambino, assicurando il comfort della partoriente che, appoggiandosi allo sgabello, può cambiare posizione riducendo così la pressione sulla schiena e il dolore e facilitando il lavoro dell’ostetrica.

«Abbiamo accolto la richiesta che ci è arrivata dalle ostetriche per aumentare il ventaglio di offerte in sala parto – spiega Franco Lelli, già direttore della UOC di Ostetricia e ginecologia e past president Rotary Arezzo – Una richiesta che, insieme all’attuale presidente Roberto Francini, abbiamo deciso di esaudire proprio per consentire alla partoriente di scegliere come partorire».

«Ringrazio il Rotary per avere accolto le nostre richieste – commenta Ciro Sommella, direttore UOC Ostetricia e Ginecologia - Questo sgabello permette alla donna di partorire con una modalità più naturale rispetto alla posizione supina. Appoggiandosi allo sgabello, infatti, la donna può stare in posizione verticale o seduta sia durante il travaglio che il parto sfruttando così la forza di gravità che facilita la discesa del bambino. Una metodica che permette di ridurre i tempi del travaglio e il dolore, oltre a richiedere una minore necessità di interventi medici».