Il futuro della sanità passa sempre più dalla capacità di mettere davvero al centro la persona e i suoi bisogni. È questo il messaggio emerso dal convegno “Value Based Healthcare nell’Azienda USL Toscana sud est - Kick Off”, che si è svolto oggi, primo aprile, all’hotel Four Points by Sheraton di Siena, con la partecipazione di numerose professioniste e professionisti impegnati nel percorso di innovazione avviato nel 2025 con Cantiere Sanità.
La Value Based Healthcare (VBHC) rappresenta per l’Azienda non solo un insieme di strumenti organizzativi, ma prima di tutto un cambiamento di prospettiva: un approccio culturale e metodologico che ridefinisce il modo di pensare e fare sanità.
Dal punto di vista culturale, la VBHC invita a spostare l’attenzione da ciò che si eroga a ciò che si genera: non più solo volumi di attività o adempimenti, ma valore per il paziente, inteso come esiti di salute concreti, qualità della vita ed esperienza di cura. È un cambiamento profondo che porta a passare dalla prestazione all’esito, dalle strutture ai percorsi, e a valorizzare una responsabilità diffusa tra tutti i professionisti.
Dal punto di vista metodologico, questo approccio si traduce nello sviluppo dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA), che accompagnano la persona lungo tutto il suo percorso di cura – dall’ospedale al territorio fino al domicilio – integrando anche la dimensione socio-sanitaria. In questo modo diventa possibile costruire risposte più personalizzate, calibrate sui bisogni, sul rischio e sulle preferenze delle persone, superando modelli standardizzati poco adatti alla complessità, come nel caso della multimorbilità.
Questa impostazione è pienamente coerente con il disegno di riforma del Servizio sanitario nazionale e con l’evoluzione dei modelli assistenziali delineati a livello nazionale, in particolare dal DM 77/2022 per l’assistenza territoriale e dal DM 70/2015 per quella ospedaliera. Continuità, integrazione e prossimità diventano così elementi fondamentali per garantire equità di accesso e qualità delle cure.
L’incontro di oggi, aperto dal direttore generale dell’Asl Toscana sud est Marco Torre e coordinato dalla responsabile della UOC Innovazione e sviluppo Maria Giovanna D’Amato, ha alternato interventi di professionisti aziendali ed esperti esterni a momenti di confronto e discussione sui temi affrontati.
«Questo evento rappresenta un passaggio importante per condividere il percorso che la nostra Azienda sta portando avanti verso un modello di sanità sempre più orientato al valore, – afferma il direttore generale Torre – È anche un’occasione di dialogo tra professionisti e professioniste, perché solo attraverso una leadership diffusa e inclusiva possiamo affrontare le sfide del sistema sanitario trasformandole in opportunità. In un contesto complesso come quello attuale, abbiamo scelto di investire su innovazione organizzativa, trasformazione digitale e utilizzo dei dati per orientare le decisioni, con un obiettivo chiaro: migliorare concretamente gli esiti di salute e la qualità dei servizi per i cittadini. A nome di tutta l’Azienda ringrazio i relatori e le relatrici, esperti ed esperte di elevato livello che hanno reso costruttivo questo evento con il loro prezioso contributo».
Al convegno sono intervenuti la professoressa Valeria Tozzi, Pratica della Divisione Sanità Pubblica e Non Profit presso la SDA Bocconi School of Management, il professore Emanuele Antonio Vendramini, Management Pubblico, Università Cattolica del Sacro Cuore, la professoressa Milena Vainieri, Economia e Gestione delle imprese, Scuola Superiore Sant’Anna, il professore Alessandro Agnetis, Ricerca Operativa, Ingegneria dell'Informazione e Scienze matematiche, Università degli Studi di Siena, il professore Alessandro Bacci e la dottoressa Federica Castaldini, Healthcare and Life Science EY SPA FAAS, la dottoressa Maria Rita Romeo, Health Technology Assessment area , Fondazione Monasterio e la dottoressa Stefania Baratta, Professioni Sanitarie Infermieristiche, Tecniche e della Riabilitazione Aziendale (SITRA).
«L’efficacia del modello Value Based Healthcare è già evidente nei percorsi avviati sullo scompenso cardiaco e sul diabete, – sottolinea la dottoressa D’Amato. – Stiamo osservando un forte coinvolgimento delle professioniste e dei professionisti e una crescente integrazione multidisciplinare, che rappresenta un valore aggiunto fondamentale. Questo approccio ci consente di innovare in modo continuo e agile i percorsi di cura, rendendoli sempre più aderenti ai bisogni delle persone».
La medicina del valore sempre più al centro del rinnovamento dell’Asl Toscana sud est
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