E' una ragazza della classe quinta A del liceo classico Carducci-Ricasoli, la prima studentessa della provincia di Grosseto a sottoporsi al tampone antigenico nell'ambito del progetto “Scuole sicure”, partito oggi in tutta la Toscana.

Si tratta di uno studio osservazionale, promosso dalla Regione, che attraverso l'esecuzione di tamponi antigenici a un campione di studenti delle scuole secondarie superiori, 5 alla settimana per le classi dalla prima alla quinta di una stessa sezione estratta a sorte, per un totale di 25 studenti per istituto, ha lo scopo di indagare l'andamento del contagio da Covid in ambito scolastico. Il test sarà ripetuto ogni settimana, fino al prossimo 10 di giugno.

A livello regionale gli istituti coinvolti, individuati da Ars, sono 150, 11 per la provincia di Grosseto: nel capoluogo Carducci-Ricasoli (liceo classico), Leopoldo II di Lorena (servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; enogastronomico), Porciatti (meccanica, meccatronica, energia), Polo Bianciardi (liceo musicale e coreutico), Polo Bianciardi (serale), Fossombroni (scientifico), Fossombroni (tecnico), A. Rosmini (linguistico); a Follonica Cattaneo (liceo scientifico), Fibonacci (istituto tecnico).

“Ringrazio il dirigente scolastico del liceo classico di Grosseto per la disponibilità e la collaborazione che ci hanno permesso di partire oggi con la campagna di screening nelle scuole – afferma Maurizio Spagnesi, direttore Dipartimento della Prevenzione della Asl Toscana sud est – Lo studio che andiamo a realizzare servirà a fornire un quadro completo di come circola il virus tra i giovani delle fasce di età considerate. Si tratta di tamponi antigenici rapidi di ultima generazione che offrono una garanzia di elevata sensibilità. Questa iniziativa è solo la prima fase di un progetto più ampio che proseguirà in futuro con altre azioni di prevenzione e monitoraggio”.

La Sud est è impegnata in questa attività con il Dipartimento di Prevenzione e con il Dipartimento professioni tecniche e sanitarie oltre che, ovviamente, con il laboratorio per l’analisi dei campioni raccolti nelle scuole. La squadra grossetana che stamani ha effettuato i tamponi è composta dalla medico referente zonale del progetto, Sara Villari, dal medico scolastico Laura Catarsi e dall'assistente sanitaria Juli Sfulcini.

“Credo certamente nell'utilità di questo studio che è stato accolto favorevolmente dagli studenti e dalle loro famiglie. Tutte le iniziative di attenzione alla scuola in relazione alla pandemia da Covid sono assolutamente apprezzate, per questo ci siamo resi da subito disponibili, accogliendo con convinzione la possibilità di contribuire alla realizzazione del progetto regionale in collaborazione con la Asl. In questo momento, ritengo fondamentale la condivisione di azioni tra le istituzioni per affrontare e superare l'emergenza – commenta Roberto Mugnai, dirigente scolastico del liceo Carducci-Ricasoli – Gli interventi di prevenzione anti-Covid già messe in atto hanno reso la scuola un luogo sicuro in considerazione del rapporto tra i casi positivi accertati e il numero di persone (studenti, docenti e operatori in generale) che frequentano quotidianamente l'ambiente scolastico. Questo monitoraggio, che durerà fino a giugno, consentirà di evidenziare il trend dei casi in modo ancora più chiaro, in vista di una riapertura in sicurezza delle scuole a tutti gli studenti”.

Approfondimento: cosa accade quando si registra un caso sospetto
Due sono gli scenari possibili: il caso sospetto si è registrato fuori dalla scuola oppure durante le lezioni.
Nel primo caso la famiglia contatta il medico o il pediatra di famiglia che provvede alla richiesta del tampone che verrà processato nel laboratorio Asl. La famiglia prenota quindi sul portale regionale “prenotatampone” la cui esecuzione è garantita nelle 48 ore successive alla prescrizione del medico. A questo punto ci sono due strade possibili: la prima porta lo studente al drive through mentre la seconda, qualora le condizioni del paziente non cosentan spostamenti, porta l’Usca dalla studente per il tampone a domicilio. Non prima di 6 e non dopo 24 ore, il risultato sarà visibile alla famiglia sul portale regionale “referticovid”.

Il secondo caso previsto è quello di un sospetto durante le attività scolastiche, cioè se uno studente mostra sintomi mentre sono in corso le lezioni. La scuola informa il referente Covid nella Asl che contatta il pool di medici scolastici della zona distretto di riferimento. Se il medico scolastico è immediatamente disponibile, provvede lui ad effettuare il test antigenico in un locale appositamente dedicato della scuola e alla presenza dei genitori. Lo studente va quindi a casa e il test viene trasportato nel laboratorio Asl. Il medico o il pediatra di famiglia avrà nel frattempo provveduto alla prescrizione su ricetta elettronica. Nel caso il medico scolastico, non possa recarsi immediatamente nella scuola, sarà il referente Covid della Asl a fare tutto quanto necessario per l’effettuazione del test: indica alla famiglia il drive through dove accompagnare il figlio, comunica il suo nominativo al referente Asl che gestisce i flussi di accesso alla struttura e chiede al medico scolastico di preparare la ricetta elettronica che invierà al drive dove lo studente sta per eseguire il test. Una volta fatti l’esame, lo studente viene riaccompagnato a casa dai familiari.

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