Anche le aree di Pediatria e neonatologia degli ospedali della Sud Est sono state adeguate in ottemperanza agli indirizzi precauzionali previsti in caso di pazienti positivi al coronavirus.

In linea generale, i dati fino a oggi elaborati, riportano un numero esiguo di bambini contagiati e infatti anche nella Sud Est si sono registrati pochi casi positivi. Nonostante i numeri confortanti, la riorganizzazione strutturale e assistenziale delle attività ospedaliere ha interessato fin dall’inizio anche il materno-infantile.

Nella provincia di Grosseto, si sono verificati 66 accessi al pronto soccorso pediatrico di bambini con una sintomatologia sospetta di covid-19: effettuato il tampone in urgenza, i piccoli sono stati presi in carico nell’area pediatrica dell’OBI covid, in attesa di risposta del tampone. Di questi alcuni positivi con sintomatologia lieve sono stati rinviati a domicilio in accordo con il pediatra di famiglia che li ha presi in carico, un bambino con tampone negativo ma polmonite interstiziale è stato ricoverato, mentre un neonato positivo è stato trasferito al Meyer.

Un protocollo regionale individua percorsi ospedalieri diversi a seconda dell'età dei bambini risultati positivi e della criticità del quadro clinico per cui si attiva una procedura di valutazione concordata da parte dei pediatri con i colleghi del Meyer sulla necessità di centralizzazione.

Per i ricoveri nell’area Pediatrica sono state predisposte camere isolate per la cura dedicata ai casi positivi con tutti gli accorgimenti di sicurezza necessari ai pazienti e agli operatori.
Sia al Misericordia di Grosseto che al San Donato di Arezzo, sono stati definiti percorsi specifici costituiti in aree separate dal resto dei reparti, che prevedono punti di vestizione degli operatori, dotati di tutti i DPI, camere a pressione negativa, ossia zone di ingresso alle stanze covid, con filtri dell'aria che consentono di non portare fuori il virus e la presenza di termoculle. Inoltre l'organizzazione del personale è stata rivista affinchè ci siano sempre un pediatra e personale infermieristico deputati all'assistenza del bambino positivo.

Come per le altre specialistiche anche gli interventi programmati di chirurgia pediatrica sono al momento sospesi e vengono garantite solamente le urgenze. In questi casi, all'OBI covid del Pronto Soccorso, per attivare il percorso corretto, viene eseguito il tampone al bambino e ai genitori che lo potranno accompagnare successivamente in reparto.

Analogamente a quella con i medici di medicina generale, fondamentale è la collaborazione con i pediatri di libera scelta che hanno dato massima disponibilità e che, operanti sul territorio, preavvisano gli ospedalieri in caso di necessità di ricovero.

“Nella nostra Asl così come nel resto del Paese, i casi di bambini positivi al coronavirus sono pochi e con sintomatologia lieve – dichiara la dottoressa Susanna Falorni, direttore Pediatria e Neonatologia del Misericordia e responsabile Area funzionale Pediatria e Neonatologia Asl Toscana sud est – I bambini hanno una diversa suscettibilità al virus per vari motivi: risposta innata immune maggiormente reattiva, vie respiratorie più sane perché non esposte al fumo e all’inquinamento, meno patologie sottostanti, differente distribuzione, maturazione e funzione dei recettori virali. Anche il presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani è più volte intervenuto sui media a tranquillizzare i genitori sulla bassa incidenza del virus nei bambini che si aggira intorno ai 300 casi in tutta Italia”.

dottoressa Susanna Falorni, direttore Pediatria e Neonatologia del Misericordia e responsabile Area funzionale Pediatria e Neonatologia Asl Toscana sud est