Don Oscar Luca Ziliani, uno dei due sacerdoti bresciani intossicati da monossido di carbonio lo scorso 11 gennaio a Quercegrossa vicino Siena e per questo ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva e curato nella camera iperbarica dell’ospedale Misericordia di Grosseto, da cui fu dimesso il 25 gennaio, ha inviato una sentita lettera di ringraziamento ai dirigenti medici e al personale infermieristico e tecnico che lo hanno seguito.
“Ho attraversato un mare buio sotto un cielo senza stelle – scrive di suo pugno Don Ziliani - e sono approdato in terre lontane dove i granelli di sabbia della mia clessidra avevano le dimensioni di pesanti macigni. Ho visitato regioni inesplorate segnate dall’oblio della memoria, sono stato chiamato a ripercorrere le vie dell’umanità e spogliato delle mie difese e messo a nudo nelle mie emozioni ho ripreso il mio cammino. In questo luogo senza spazio e tempo non ho visto la luce in fondo al tunnel, ma in modo misterioso, ma non per questo meno reale, ho percepito il sostegno di chi mi ha curato, la preghiera, la forza e l'energia di chi ha pregato per me, di chi mi ha pensato e sostenuto in ogni modo.
Risvegliato dal torpore di un sogno senza confini mi sono chiesto il perché di questa nuova opportunità, negata a tanti, ma concessami per Grazia da Colui mi ha creato e redento. Non ho trovato risposta se non nell'Amore. In quell’Amore che mi ha tessuto nel seno di mia madre, e che mi ha chiamato alla vita. Per quell'amore di tante persone che conoscendomi o no hanno interceduto presso colui che tutto può.

La bellezza salverà il mondo scrive Dostoevskij; ma di quale bellezza parla il famoso scrittore russo? È la bellezza dell'amore, è la bellezza che ci porta all'amore condiviso con il dolore e con la vita stessa; il mondo sarà salvo oggi e sempre fin quando ci sarà questo gesto. Con queste poche righe volevo esprimere il mio ringraziamento a tutto il Reparto di Terapia Intensiva che durante il mio ricovero mi ha assistito e curato con umanità, competenza, passione per il proprio lavoro ed amore. Siete stati una luce che ha tenuto accesa la mia speranza e mi ha sostenuto nella difficile prova. Siete stati per me il volto della bellezza. Papa Francesco ci ricorda che “chi fa il bene investe per l’eternità. Quando vediamo una persona generosa e servizievole, mite, paziente, che non è invidiosa, non chiacchiera, non si vanta, non si gonfia di orgoglio, non manca di rispetto, questa è una persona che costruisce il Cielo in terra. Magari non avrà visibilità, non farà carriera, eppure quello che fa non andrà perduto. Perché il bene non va mai perduto, il bene rimane per sempre”. Grazie della vostra generosità e della vostra testimonianza”, conclude la sua lettera Don Oscar Luca Ziliani.

“Un attestato di stima e una testimonianza particolarmente toccante – ha commentato la dottoressa Genni Spargi direttore dell’Unità Complessa di Anestesia e Rianimazione del Misericordia -, un riconoscimento al lavoro prestato tutto l’anno per 24 ore al giorno dal nostro reparto e dall’equipe di lavoro della camera Iperbarica di Grosseto. Una realtà molto apprezzata e che supera i nostri confini essendo ormai un centro di riferimento per buona parte del Centro Italia”.

Per quanto riguarda l’intossicazione da monossido di carbonio nella camera iperbarica di Grosseto vengono trattati dai 12 ai 14 casi l’anno di cui 2 molto gravi. Una intossicazione troppo spesso sottovalutata perché il gas respirato è inodore, insapore, incolore e frequentemente, quando non riconosciuta per tempo, determina una intossicazione anche severa, silenziosamente, che può provocare danni gravissimi al nostro organismo se non addirittura il decesso. È una patologia che molto spesso origina da fonti di riscaldamento a combustione diretta di più facile reperimento ed economicamente più accessibili. L’incidenza della patologia è tutt’oggi molto alta e si teme sia, visto l’andamento economico globale, destinata purtroppo ad aumentare. La terapia iperbarica, nelle intossicazioni gravi, insieme alle opportune cure intensive, può trattare specificatamente i pazienti intossicati, limitando il più possibile i danni generati nell'organismo da questo gas.

Camera iperbarica