Un altro elemento della riorganizzazione delle rete ospedaliera provinciale che ha già coinvolto Montevarchi, Bibbiena e Cortona

Ginecologia, urologia, chirurgia vascolare, ortopedia (traumatologia minore ed elezione day surgery): queste le attività ospedaliere che da giovedì prossimo saranno erogate, congiuntamente, da Centro chirurgico toscano e Asl Tse. La prima metterà a disposizione la struttura, il personale, le attrezzature e le apparecchiature sanitarie mentre la seconda garantirà le équipe mediche. Per le attività che verranno svolte nella sua sede, il Cct mette a disposizione 6 sale operatorie, spazi ambulatoriali e 22 posti letto.
La convenzione, sottoscritta stamani sarà valida fino al cessare dell’emergenza nazionale o ad ulteriore termine definito dalla Regione Toscana. La data limite prevista per ora è il 31 gennaio 2020. Si replica quindi l'esperienza realizzata tra il 23 marzo e il 3 giugno che aveva visto la collaborazione per la gestione congiunta di attività chirurgica, con risultati che Asl e CCT hanno giudicato "pienamente positivi in termini quantitativi e qualitativi".
"La nostra non è una mossa isolata - commenta il Direttore generale della Asl Tse, Antonio D'Urso. Ricordo che nei giorni scorsi abbiamo deciso, d'intesa con i Sindaci, una nuova organizzazione della rete ospedaliera provinciale che vede un maggior impegno, per traumatologia e sale operatorie, rispettivamente degli ospedali di Montevarchi e Bibbiena. Nonché un ulteriore rapporto con la clinica San Giuseppe per le cure intermedie. Cortona è impegnata sul versante delle cure intermedie. Adesso la collaborazione con il Cct. Sperimentiamo un nuovo equilibrio nella rete ospedaliera provinciale che dia risposte ai pazienti Covid ma garantisca anche le prestazioni e i servizi di cui hanno bisogno i pazienti che non sono positivi. Penso in particolare ai pazienti più fragili, ad iniziare da quelli oncologici. Il Covid, quindi, non riduce i normali livelli di risposta quantitativa e qualitativa né al San Donato né negli altri ospedali della Toscana Meridionale. Tutte strutture nelle quali è necessario differenziare i percorsi: per la sicurezza sia dei pazienti Covid che no Covid sia per gli operatori sanitari".
La scelta del Cct è determinata dalle qualità strutturali, tecnologiche e professionali della struttura ma anche della sua localizzazione nelle città di Arezzo. "Cosa questa - sottolinea D'Urso - che evita ai pazienti e ai loro familiari spostamenti in altre realtà e quindi disagi".
"Ci riempie di orgoglio - commenta Stefano Tenti, Amministratore unico e Direttore generale del CCT - la decisione della Asldi utilizzare nuovamente Centro Chirurgico Toscano per dare la possibilità di essere operati a tutti coloro che ne hanno bisogno. Siamo pronti a dare il nostro contributo affinchè tutti siano curati, Covid o non Covid. Così come è già successo in primavera, lavoreremo fianco a fianco con i colleghi dell’ospedale. E’ una sfida che ci sentiamo di raccogliere, sicuri che si possa ricreare con i medici dell’ospedale lo stesso clima di collaborazione che c’è stato nella primavera scorsa. E’ infine il caso di sottolineare che tutto ciò non incrementerà nemmeno di 1 euro i costi previsti per il privato accreditato nel bilancio della ASL Toscana sudest: indipendentemente dal numero e dalla tipologia degli interventi (quindi anche se dovessero costare di più) saranno tutti effettuati spostando il budget previsto per i pazienti non toscani verso i nostri concittadini. Tutti insieme: Istituzioni, ASL e sanità privata accreditata, ce la faremo davvero".