L’ospedale San Donato protagonista della giornata promossa dalla Fondazione Onda con visite e consulenze per donne con dolori alla schiena

Il 25 maggio porte aperte negli ospedali con il Bollino Rosa in occasione dell’Open Day Reumatologia di Fondazione Onda.
In Toscana sono cinque i plessi ospedalieri che aderiscono a questa iniziativa, il San Donato di Arezzo è tra questi. Arezzo è tra gli ospedali con tre Bollini Rosa.
“Essere in questa rete è molto importante, dichiara la dott.ssa Irene Moncini referente bollini rosa del San Donato. Ci da modo di attivare tante iniziative di educazione, sensibilizzazione e prevenzione durante tutto l’anno con migliaia di persone che accedono gratuitamente a visite e servizi.”
Il Dott. Giovanni Antonio Porciello è il direttore della UOSD di reumatologia di Arezzo e responsabile della Rete Reumatologica della Asl Toscana sud est.

“In Italia le patologie reumatologiche colpiscono il 10% della popolazione, si parla di sei milioni di persone. Ad Arezzo seguiamo circa mila pazienti all’anno con una età media di 50 anni, tra questi 220 seguono una terapia particolare in regime di Day-Hospital.
Un impegno importante per tutta la struttura ospedaliera che coinvolge come centro nevralgico l’ospedale San Donato, che è anche centro di cura e gestione di malattie rare e struttura indicata dalla Regione Toscana per la somministrazione di farmaci biotecnologici costruiti con la tecnica del DNA ricombinante, ma che ha ambulatori in tutte le vallate della provincia: Valdarno, Valdichiana, Casentino e Valtiberina.
Il nostro impegno per la giornata del 25 maggio sarà quello di offrire visite specialistiche nel pomeriggio a donne che presentano mal di schiena. Nella maggior parte dei casi, infatti, il mal di schiena è riconducibile a cause di natura meccanica, ma può essere anche espressione di una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni. Abbiamo deciso di fare questo focus sul mal di schiena perché è un sintomo estremamente diffuso e spesso sottovalutato.”

Ad Arezzo esiste anche un’associazione, la AMRAR (Associazione Malati Reumatici Arezzo) alla cui guida è Roberto Castellucci.
“L’obiettivo della nostra associazione è quello di aiutare e sostenere i malati reumatici, che sono molti più di quelli che possiamo immaginare, indirizzandoli verso strutture sanitarie idonee alla cura della malattia, sostenendoli nell’affrontare le terapie mediche più adeguate per ciascuna patologia.”

Nunzia per oltre 30 anni ha lavorato in ospedale come caposala, conosce molto bene il dolore e la sofferenza avendola vissuta assieme ai pazienti.
“Ho avuto la diagnosi a 36 anni e per me fu uno shock. Avevo visto e letto storie terribili sui malati di artrite reumatoide. Ci sono stati momenti in riuscivo ad aprire una bottiglia, a prendere un caffè o anche solo ad aiutare i miei figli. Ma non mi sono mai arresa. La mia fortuna è arrivata nei primi anni duemila quando sono stati lanciati i nuovi farmaci biologici che hanno cambiato la vita dei malati reumatici. Fino agli anni novanta, infatti, le malattie reumatiche venivano curate con medicinali spesso presi in prestito da altre patologie, poi con i biologici si è iniziato ad intervenire direttamente sulla nostra malattia ed i risultati sono molto buoni. Oggi la malattia, se presa in tempo e soprattutto se seguita da un team professionale come quello di Arezzo, si può tenere sotto controllo e ci si convive tranquillamente.
Il mio consiglio a chi si trova ad affrontare questa malattia è quello di volersi bene fin da subito di non abbattersi ed affidarsi con fiducia ai medici.”

L’Open Day Repumatologia è promosso e organizzato dalla Fondazione Onda (osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) ed ha il patrocinio della Società Italiana di Reumatologia (SIR) e dell’associazione Reumatologhe DOnne (ReDo).