In occasione del ciclo di eventi promosso ed organizzato dal Calcit Arezzo, che si svolgerà tra il 15 ed il 17 settembre al Centro Affari di Arezzo, si torna a parlare di prevenzione e cura delle malattie respiratorie legate al fumo.

I polmoni sono dei “filtri” che intercettano tutte le sostanze nocive che respiriamo ed è da li che possono partire malattie anche gravi come tumori, asma, allergie respiratorie, broncopneumopatia cronica ostruttiva, polmoniti, malattie interstiziali del polmone, malattie della pleura e molte altre.

Il principale nemico dell’apparato respiratorio è il fumo, non solo quello eseguito in modo attivo in prima persona, ma soprattutto quello passivo.

La World Health Organization stima che, se non saranno attuate efficaci politiche di contrasto, entro il 2030 moriranno ogni anno oltre 8 milioni di fumatori (7 milioni fumatori, e 1,2 milioni persone esposte a fumo passivo).

In Toscana i dati mostrano che le donne fumano di più rispetto alla media italiana (17,9% vs 15,2%), gli uomini di meno (23,4% vs 24,9%).

Per quanto riguarda la ASL Toscana sud est, punto di riferimento per il tabagismo sono i Centri Antifumo (CAF) dove sono attive equipe che offrono trattamenti di gruppo e individuali (secondo le caratteristiche contenute nel protocollo di cui nella delibera di Giunta Regionale Toscana n.338/05) e organizzano specifica attività di sensibilizzazione e prevenzione. I CAF effettuano trattamenti a circa 700 persone ogni anno.

I numeri delle malattie respiratorie nella provincia di Arezzo sono significativi: poco meno di 20mila le persone affette da BPCO, oltre 10mila che combattono per problemi di asma e allergie respiratorie e altrettante che si curano per malattie respiratorie da apnea durante il sonno; più di 350 aretini si ammalano ogni anno di tumore maligno dell’apparato respiratorio e circa 100 aretini sviluppano una malattia interstiziale del polmone.

Nel 2021 sono stati 900 i pazienti ricoverati per grave insufficienza respiratoria acuta, un terzo dei quali con ventilazione artificiale. In ambito domiciliare sono circa 1500 gli aretini che vivono solo grazie all’ossigenoterapia domiciliare e circa 500 possono respirare collegati ad un ventilatore meccanico. Se aggiungiamo anche i dati della Pandemia la lista e i numeri delle malattie che colpiscono l’apparato respiratorio sono in costante crescita.


La pneumologia di Arezzo negli ultimi anni ha avuto una forte crescita proprio per fare fronte alle necessità delle malattie respiratorie.

“Sono oltre 25000 prestazioni strumentali e ambulatoriali eseguite ogni anno dai servizi della Pneumologia di Arezzo, racconta il direttore dott. Raffaele Scala, a cui si aggiunge una media di circa 1000 ricoveri l’anno. I ricoveri riguardano in maggior parte pazienti complessi che hanno bisogno di cure specialistiche articolate e negli ultimi due anni l’offerta si è differenziata tra patologia COVID e non COVID. I pazienti con difficoltà respiratorie più critiche vengono gestiti nell’unità di terapia intensiva pneumologica (UTIP), qui sono 2500 quelli trattati nell’ultimo decennio.

Grazie all’impegno del CALCIT di Arezzo è in uso da molti anni in Pneumologia l’eco-broncoscopio (sistema EBUS), il primo introdotto in Toscana, che è in grado di rendere più precisa la diagnosi dei tumori polmonari evitando il ricorso a manovre chirurgiche. Recentemente è stata implementata anche la Toracoscopia medica che ha consentito negli ultimi anni di poter eseguire la diagnosi di malattie della pleura in modo non invasivo in più di 150 pazienti evitando il ricorso alla Chirurgia Toracica.

Per intervenire al meglio in queste situazioni, conclude il dott. Scala, è indispensabile un’azione multidisciplinare dei casi e questo avviene da tempo ad Arezzo. Basti pensare che settimanalmente vengono discussi più di 400 casi di tumori polmonari tra Chirurghi, Radioterapisti, Oncologi, Radiologi, Medici Nucleari, Patologi, Biologi molecolari e Pneumologi nei GOM.”