In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il SerD di Arezzo, in collaborazione con l’Associazione Culturale del Bangladesh di Arezzo, organizza sabato 22 febbraio, alle ore 18, presso il Centro di Aggregazione Sociale del Pionta, situato nell’omonimo parco, un incontro di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo rivolto alla popolazione straniera del comune di Arezzo.

Si tratta del primo di sei incontri di prevenzione del gioco d’azzardo rivolti ai migranti e alle comunità di stranieri di Arezzo e provincia, che il Dipartimento Dipendenze ha in programma nell'ambito del Piano di Contrasto al GAP denominato "Una Comunità vincente".

Scopo dell’iniziativa è creare un percorso partecipativo che coinvolga servizio pubblico, popolazioni straniere, migranti e associazioni del territorio, per la promozione di una cultura del benessere tra i membri di queste comunità, di una corretta informazione sulle conseguenze di condotte a rischio e sottovalutate come il gioco d’azzardo e della conoscenza dei servizi del territorio a cui chiedere aiuto. Tutto ciò per rafforzare le competenze di una comunità locale aperta, inclusiva e sensibilizzata su problematiche specifiche come le dipendenze da comportamento.

Il target di questo primo incontro è la popolazione proveniente dall’area del Sud-Est asiatico, in particolare da Bangladesh, Pakistan e India. Per ottenere la massima comprensione possibile del tema trattato, sarà presente un mediatore in lingua bangla, urdu e hindi, che svolgerà anche l’importante ruolo di mediazione linguistica e culturale.

Perché un evento del genere per la Giornata internazionale della lingua madre? L’Associazione Culturale del Bangladesh, da anni promotrice ad Arezzo di iniziative per celebrarla, ha deciso negli ultimi anni di organizzare eventi di informazione su fenomeni socio-sanitari rivolti a tutta la cittadinanza. Il gioco d’azzardo è uno di questi: molto spesso liquidato come un semplice vizio, si tratta in realtà di una vera e propria dipendenza che va a danneggiare non solo la salute fisica e mentale della persona (tra le dipendenze, il disturbo da gioco d’azzardo è quella con il più alto rischio di suicidio), ma anche la sfera familiare, relazionale e socio-economica.

Dati recenti stimano una crescente presenza di questa problematica nel territorio della provincia di Arezzo: le fasce più soggette sono quelle dei maschi adulti (età media 45-50 anni) nella popolazione sia italiana che straniera, delle donne con età superiore ai 60 anni e degli adolescenti maschi con una preferenza per il gioco on line e le scommesse sportive.

Il programma dell’iniziativa prevede gli interventi degli operatori del SerD di Arezzo, dr.ssa Valentina Cocci (psicologa), dr. Francesco Zanobini (medico) e dr.ssa Daniela Capacci (educatore professionale) e le testimonianze di Gianni Bacci, presidente dell’associazione Mirimettoingioco e di Isabella Bobini, familiare di un giocatore.
Al termine degli interventi è in programma una cena multietnica.