La nuova organizzazione del servizio. Telefoni, televisite e brochure. Tutto ciò che consente al paziente di non sentirsi solo ad affrontare la malattia

Mai lontani ma adesso più vicini. Il Covid 19 ha allungato il filo che unisce paziente e servizi Asl ma non lo ha mai spezzato. E adesso i fili si riannodano anche in modi nuovi.

Ematologia è un fronte avanzato. "Va considerata la particolare fragilità dei nostri pazienti che non possono certo essere paragonati alla popolazione generale - ricorda la dottoressa Alessandra Caremani. Hanno un rischio maggiore di infezione severa perché sono immunodepressi e quindi vanno protetti maggiormente con percorsi e spazi dedicati".

Inoltre il reparto di ematologia ha subìto tre spostamenti e infine la chiusura della degenza in poco meno di 2 mesi per la necessaria riorganizzazione interna del San Donato.

"Nella nostra unità operativa - ricorda il dottor Ubaldo Occhini, Direttore UOS Oncoematologia - curiamo circa 300 pazienti l'anno affetti da leucemie, linfomi e mielomi e ogni anno vengono ricoverati oltre 200 pazienti per le necessarie cure. Si tratta di persone che richiedono un grande impegno e personale sufficiente, tanto che è stata deliberata dall'Azienda l'assunzione di un altro medico specialista ematologo che arriverà dal primo giugno".

Ematologia ha già confermato le priorità di questi mesi: "la protezione dei pazienti e del personale sanitario, limitare l’ affluenza in ospedale, garantire l’ accesso alle cure e infine vogliamo chiaramente confermare che la persona è al centro dei nostri percorsi".

L'ematologia di Arezzo ha quindi realizzato una brochure che contiene riferimenti, numeri di telefono, consigli, procedure. Tutto quanto, insomma, serve al paziente per avere le risposte di cui, oggi forse più di ieri, ha bisogno.

In primo luogo il contatto. Accettazione: 0575/255399; terapia: 0575/254556 e studi medici: 0575/255455 (5454).
Una volta chiarito il bisogno e la risposta, ecco la nuova organizzazione dei servizi di ematologia ai quali accedere.

L’attività ambulatoriale e di day hospital è nella palazzina Calcit di fronte alla terza scala del San Donato. Quali attività? Visite mediche o in teleconsulto, prelievi ematici, prenotazioni di prestazioni ambulatoriali ritenute non differibili; terapie (al mattino o pomeriggio con orari che verranno ogni volta comunicati), presa in carico di nuove diagnosi onco-ematologiche, rinnovo dei piani terapeutici (la cui validità è stata temporaneamente estesa). gestione dei cateteri venosi centrali, servizio di ascolto e supporto psicologico rivolto agli utenti.

Sono mantenuti gli interventi e quindi prelievi di midollo osseo e loro lettura presso la stanza 15 al primo piano della quarta scala. Le trasfusioni proseguono presso il Centro Trasfusionale dove il supporto dei donatori rimane fondamentale per mantenere un adeguato apporto di sangue durante la pandemia.

Il Reparto di Degenza è stato temporaneamente chiuso e i letti sono stati destinati a ricoveri di pazienti Covid. In questo periodo, i trattamenti aplastizzanti (ad esempio per una leucemia acuta) vengono seguiti presso l’Ematologia dell’Ospedale Le Scotte di Siena, mentre eventuali complicanze che richiedano il ricovero avverranno in appositi reparti. Gli operatori di ematologia, in questo caso, non lasceranno soli i loro pazienti ma li seguiranno in collaborazione con i professionisti che li avranno in carico.

Continua, infine, l’ attività della Sezione AIL “Federico Luzzi” di Arezzo che garantisce anche il servizio di supporto trasfusionale domiciliare ai pazienti più fragili mantenendo le norme di sicurezza previste.

Come si entra per le visite? Prima di tutto lavarsi le mani. Quando si accede nell'area ambulatoriale s'indossa la mascherina e nel day hospital le sovrascarpe. In sala di attesa si mantiene 1 metro di distanza e, se si è autonomi, non è consentita la presenza di un accompagnatore. Nelle sale di attesa, chi accompagna persone non autosufficienti, deve seguire le stesse regole dei pazienti. I medici visitano con mascherina chirurgica e guanti monouso o mani disinfettate. In caso di febbre o sintomi simil influenzali, è fondamentale che il paziente non si presenti e che contatti ematologia senza venire in ospedale.


il personale della Ematologia