Nel mese di dicembre, come da tradizione, i quartieristi sono stati al Centro Trasfusionale

AREZZO – Un gesto come da tradizione, nei giorni prima di Natale. I donatori di Porta Crucifera anche quest’anno hanno fatto visita al Centro Trasfusionale di Arezzo per donare il sangue in segno di “auguri” e di solidarietà natalizia. Un esempio per tutti gli aretini perché di sangue c’è sempre bisogno.
“Il nostro quartiere rinnova un impegno orami radicato, che non manifesta solo a Natale ma anche durante altre iniziative dell’anno – spiega il rettore Andrea Fazzuoli - Perché i Quartieri non sono solo Giostra, ma parte integrante della comunità aretina ed è bello che lancino questi messaggi. Grazie a tutti, in particolare ad Avis che coordina i donatori di tutti i Quartieri”.
“Ringrazio personalmente Porta Crucifera per la lodevole iniziativa e colgo l'occasione per illustrare alcuni aspetti della nostra attività - dichiara il direttore facente funzione del Centro trasfusionale di Arezzo Roberto Zadi - I Centri sono presenti in tutta la nostra provincia; comprendono la UOS di Medicina Trasfusionale del Valdarno e le Sezioni trasfusionali del Casentino, della Valtiberina e della Valdichiana che, congiuntamente alla UOC di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Arezzo, hanno portato i nostri servizi trasfusionali ad essere la realtà più importante nell’ambito della Sud Est e uno dei fondamentali protagonisti del sistema trasfusionale della Toscana”.
Nel 2018 la provincia aretina ha prodotto 20.414 unità di globuli rossi, 25.033 unità di plasma e 1330 unità di piastrine. I dati per l'anno che si sta concludendo sono allineati a quelli del 2018.
“Questo ci ha permesso di essere perfettamente autosufficienti e di concorrere a sostenere i bisogni della nostra regione, principalmente i poli universitari di Pisa, Firenze e Siena – continua Zadi – Ma, nonostante il raggiungimento di questi importanti traguardi, c’è sempre bisogno di nuovi donatori, sia per il ricambio generazionale sia per i maggiori fabbisogni che i progressi terapeutici ottenuti determinano”.
Chiunque, in età compresa tra 18 e 60 anni, può iniziare l’attività di donazione prenotando la prima visita sia attraverso le associazioni di volontariato sia direttamente ai Centri Trasfusionali. Per tutto il periodo di attività (fino al compimento dei 70 anni) lo stato di salute dei donatori viene costantemente tenuto sotto controllo attraverso esami periodici.
L’attività dei Centri Trasfusionali non si limita alla sola donazione e raccolta ma comprende anche la Medicina Trasfusionale. Ogni Centro ha delle attività ambulatoriali rivolte alla terapia di pazienti con patologie croniche che necessitano di trasfusioni; si trattano casi di anemia di vario tipo; di poliglobulie e patologie da accumulo di ferro, oltre alla collaborazione con i reparti degli ospedali per il trattamento di pazienti affetti da varie altre patologie.
“Concludo rinnovando il ringraziamento al Quartiere di Porta Crucifera ed estendendolo a tutti i nostri donatori e alle associazioni di volontariato che li coordinano. Senza il loro apporto, ogni nostro sforzo sarebbe vano” dice Zadi.