L’impegno quotidiano della Asl. In occasione della Giornata mondiale si terrà un convegno a Sansepolcro

Il 21 settembre si celebra come ogni anno la giornata mondiale dell’Alzheimer, una terribile malattia che seppur non mortale riesce ad “allontanare” le persone dai propri cari, facendo progressivamente perdere le capacità cognitive come la memoria, il senso delle cose e dell’orientamento spazio-temporale. Una prospettiva durissima da accettare contro cui associazioni e professionisti sanitari e del sociale si impegnano ogni giorno affinché pazienti e familiari si sentano sostenuti in un percorso di cura definito.

Questo è anche l’obiettivo della Asl Toscana sud est che con i suoi centri di riferimento sul territorio offre servizi per rispondere ai bisogni socio-sanitari dei pazienti affetti da questa malattia. Sono circa 13.000 infatti i malati di Alzheimer nella Sud Est, dato in costante crescita a causa dell’aumento della prospettiva di vita.
Nel territorio di Siena e provincia, i pazienti affetti da demenza (Alzheimer, demenza vascolare e demenza senile) a oggi sono 5.192 di cui 3.502 riguardano solo il Comune di Siena.
Nella provincia di Arezzo il numero dei soggetti affetti da deterioramento mentale, da lieve a grave, è di circa 6500 persone. 
Nella provincia di Grosseto, sono circa 3000 le persone che soffrono di questa malattia e possono far riferimento agli Ambulatori neurologici, dove sono presi in cura e seguiti da un team composto da neurologi e geriatri. Assicurando una risposta di prossimità territoriale, il servizio è attivo, oltre che al Misericordia, anche negli ospedali di Orbetello, Massa Marittima, Pitigliano, Castel del Piano e nei distretti sanitari di Manciano e Follonica.
In tutta l'ASL Toscana sud est i servizi per la cura dell’Alzheimer e delle altre forme di disturbi cognitivi sono strutturati in reti cliniche integrate e garantiscono la continuità assistenziale.

“L’Alzheimer è una forma di demenza irreversibile di tipo degenerativo, per la quale quindi non esiste guarigione, ma che può essere trattata con terapie farmacologiche, psicosociali e di gestione– spiega il dottor Roberto Marconi, direttore Area Funzionale Neurologica della Asl Toscana sud est -. Come per la maggior parte delle patologie, un ruolo fondamentale è giocato dalla diagnosi precoce che permette di intervenire subito sul controllo dei sintomi, migliorando le condizioni cliniche del paziente. Altrettanto importante è una gestione multiprofessionale della patologia che chiama in causa non solo i neurologi e i geriatri, ma anche neuroradiologi, medici di Medicina nucleare e medici di medicina che per primi indirizzano il paziente o i familiari verso i servizi Asl dedicati. La collaborazione tra diverse professionalità aiuta a far fronte in maniera appropriata alle varie criticità, non solo cliniche, che si presentano nel corso della patologia”.
Secondo uno studio sull’incidenza totale della patologia nella popolazione, l’insorgenza dell’Alzheimer può essere collegata a determinati stili di vita, in particolare, ad alcune componenti di rischio che, da sole o in azione congiunta, possono aumentarne la probabilità: diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione, fumo e basso livello di istruzione. Questo è certamente un elemento a favore nella cura perché è sempre possibile agire su tali determinanti per migliorarle. 
In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione, di questi circa 600.000 sono affetti da Alzheimer e circa tre milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari.

roberto marconi direttore Area Funzionale Neurologica della Asl Toscana sud est
Roberto Marconi, direttore Area funzionale Neurologica ASL Toscana sud est


Il convegno di Sansepolcro: focus sulle strutture in provincia di Arezzo

In occasione della Giornata, a Sansepolcro è in programma un convegno, organizzato dalla Sud Est, Comune e AIMA, aperto alla cittadinanza e dal titolo “Ricordati di me, con-vivere con l’Alzheimer: informazione, condivisione, comunicazione, decisione”. Si terrà a partire dalle 9,30 nella sala del consiglio comunale con la moderazione dell’assessore alla sanità Paola Vannini. Dopo i saluti del sindaco Mauro Cornioli e del direttore della Zona Distretto Evaristo Giglio, seguiranno gli interventi su: “Quadro epidemiologico e piano regionale demenze”, relatrice Valentina Anemoli (coordinatore dell’Articolazione Zonale Valtiberina); “La diagnosi precoce: nuove conoscenze e problemi”, relatrice Angela Pellicanò (medico di medicina generale); “I Centri per i disturbi cognitivi e demenze e la Rete aziendale per le demenze”, relatore Alessandro Tiezzi (neurologo, responsabile del Centro Alzheimer della Zona Distretto e responsabile scientifico della Rete aziendale); “Condividere attraverso i servizi – integrazione socio sanitaria”, relatrice Donatella Frullano (resp. UF Assistenza sociale della Zona Distretto); “Comunicare la diagnosi e comunicare con il paziente”, relatrice Roberta Mastriforti (dirigente medico della Medicina Interna all’ospedale di Sansepolcro); “Demenza e autodeterminazione della persona: aspetti medico legali”, relatrice Francesca Mercati. Seguiranno le testimonianze di un operatore e di un familiare quindi le conclusioni di Evaristo Giglio.

“Il problema dell'invecchiamento cerebrale è oggi particolarmente rilevante perché la popolazione aretina ha un tasso di invecchiamento superiore alla media nazionale – spiega Alessandro Tiezzi, responsabile del Centro Alzheimer Arezzo - Fortunatamente da oltre 20 anni nella nostra realtà esistono strutture ben collaudate che hanno consentito di gestire il problema con maggiore efficienza rispetto ad altre regioni. Nella nostra provincia esistono una serie di ambulatori per i disturbi della memoria e dell'invecchiamento cerebrale, diffusi sia nel territorio che in ospedale, che coprono i diversi distretti. Gli ambulatori sono tenuti da neurologi, geriatri, internisti e psichiatri. Questo modello multidisciplinare è peculiare della nostra zona e non trova riscontro in altre realtà regionali e nazionali”.

In ogni ambulatorio si effettua attività di diagnosi, terapia per i disturbi del comportamento, prescrizione dei farmaci con piano terapeutica e consulenza per i problemi assistenziali e medico-legali. Agli ambulatori si accede con la richiesta del medico specialista, con la dicitura "visita per disturbi della memoria". Tutti gli specialisti fanno parte del CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze) del GOM (Gruppo Operativo Multidisciplinare) "Clinica della memoria", entrambi coordinati da Alessandro Tiezzi. Questi organismi consentono la discussione dei casi più complessi e l'aggiornamento scientifico e professionale continuo. Ogni Zona ha a disposizione un servizio di Day Service, dove è possibile programmare gli esami richiesti con un canale preferenziale di accesso che snellisce molto la procedura. Per i casi più complessi esiste un centro di secondo livello all'ospedale San Donato di Arezzo, dove è possibile effettuare PET amiloide, PET cn FDG, analisi genetica e rachicentesi.

A livello di associazionismo, sempre importante e a fianco dell’Azienda sanitaria, in occasione della Giornata Mondiale AIMA Arezzo sostiene e patrocina anche l'iniziativa della RSA Maestrini, cioè una camminata per l'Alzheimer con ritrovo alle 16 in Piazza San Michele e passeggiata fino alla struttura dove verrà offerto un aperitivo. Inoltre l’associazione sarà presente dalle 15 alle 18 a "Villa Fiorita" per la festa finale del progetto "Ci vuole un fiore", dedicato all'agricoltura sociale.