AREZZO - Primi in Italia per la sicurezza delle cure

Al San Donato discussa in anteprima la legge Gelli-Bianco, approvata nei giorni scorsi dal parlamento. La Asl ha riunito mondo universitario, sanitario, ministeri e cittadini 

AREZZO -   Un convegno che ha anticipato di qualche giorno l’approvazione della legge Gelli – Bianco, che ha avuto l’ok definitivo in parlamento martedì scorso.

E’ quello che si è tenuto sabato al San Donato di  Arezzo. Un evento nazionale che ha aperto gli orizzonti su un tema molto attuale quale la sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli operatori sanitari.

Il convegno ha affrontato i temi della medicina difensiva e dei costi che comporta per la sanità; il contenzioso medico legale, che è la causa principale dell’aumento dei costi delle assicurazioni per le strutture sanitarie e per gli operatori che ci lavorano; il tema del nuovo rapporto che è necessario instaurare tra medico e paziente, tra paziente e struttura e tra medico e struttura, basato innanzitutto sulla fiducia e sul confronto tra le parti. Allo stesso tempo i pazienti, grazie a questa nuova legge, possono contare su una maggiore trasparenza e sulla possibilità di ottenere risarcimenti in modo più veloce per gli eventuali danni subiti.

“Dopo tanti anni di attesa finalmente abbiamo una legge importante – ha dichiarato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est - Non è perfetta ma apre ad un necessario equilibrio tra gli interessi degli operatori sanitari e quelli dei cittadini. Questi hanno il diritto di poter accedere ad un sistema di tutele ad assistenza che sia sicuro, efficace ed economicamente sostenibile. La sicurezza delle cure rappresenta l’elemento costitutivo del diritto alla salute”.
“Con questa legge aumentiamo le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario – ha spiegato uno dei relatori della legge, Federico Gelli - L’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia ha tolto in questi anni serenità a medici e professionisti e, soprattutto, ha comportato come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che pesa sul nostro sistema salute. Con questa legge viene regolata l’attività di gestione del rischio sanitario, prevedendo che tutte le strutture attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio. Abbiamo inoltre modificato la responsabilità penale e civile per gli esercenti la professione sanitaria. Verrà infine istituito un Fondo di garanzia per il rimborso dei danni derivati da responsabilità sanitaria”.

Come ha sottolineato la parlamentare Donella Mattesini, che ha collaborato con la Asl per l’organizzazione del convegno, “è necessaria una crescente multidisciplinarietà sin dal momento dello studio universitario. Gli operatori sanitari devono essere in grado di relazionarsi tra di loro, mettendo in sinergia le singole competenze, ma anche con i pazienti, creando così un rapporto continuativo e collaborativo”.

Il convegno è stato anche l’occasione per  ascoltare le istanze dei cittadini. L’argomento è stato affrontato da Tonino Aceti, coordinatore nazionale del tribunale diritti del malato, che ha valutato le luci e le ombre della nuova legge, dando atto al Senato di aver attuato una forte campagna di ascolto. “Con il nostro contributo – ha detto Aceti – siamo riusciti ad anticipare i tempi di rilascio della cartella clinica, per esempio. Fino ad ora si poteva aspettare anche 120 giorni, adesso deve essere rilasciata entro 7 giorni”.