Sistema di emergenza-urgenza della Asl Sud Est. Presentata l'introduzione dei massaggiatori automatici e dei visori “NVG”

Il sistema di emergenza-urgenza della Usl Toscana sud est si dota di nuovi strumenti per rendere più efficienti e vicini ai cittadini i soccorsi. Dopo i defibrillatori su tutto il territorio, ecco i massaggiatori automatici esterni per l'utilizzo in situazioni di arresto cardio-circolatorio.
"Questo strumento - spiega Massimo Mandò direttore del dipartimento di emergenza urgenza della Usl Toscana Sud Est - complementare al massaggio cardiaco manuale, permette di trasportare il paziente ancora in arresto, massaggiato automaticamente, verso uno dei due ospedali di riferimento a seconda del caso clinico riscontrato: al centro Hab di emodinamica del Misericordia di Grosseto nei casi di sindromi coronariche acute e, nei casi in cui sia necessaria l'intervento di circolazione extracorporea alle Scotte di Siena."

"Su Grosseto dotiamo di massaggiatore automatico l'elicottero e un'auto medica - precisa Riccardo Bolognini referente della formazione del progetto che aggiunge "E' in atto la formazione del personale di tutto il dipartimento per insegnare l'utilizzo di questi strumenti cominciando dai volontari. E' importante sapere che ci sono altri tre massaggiatori cardiaci, di proprietà delle associazioni di Cinigiano, Pitigliano e Capalbio."

La presentazione dei massaggiatori automatici ha permesso di focalizzare l'importanza del nuovo servizio NVG (Night Vision Googles), i visori notturni che permettono all'operatore dell’elicottero del 118 di atterrare, di notte, anche su superfici non illuminate.

A fine dicembre l'Azienda Asl sud est, insieme a “Babcock Mission Critical Service Italia”, primo operatore in Italia per i servizi di elisoccorso, lo aveva lanciato.
La base di Grosseto, che è la prima in Toscana a servirsi di questo strumento, aveva eseguito un periodo di sperimentazione, terminato il quale i visori notturni sono stati utilizzati regolarmente. Primo caso lo scorso 12 gennaio a Chiusi della Verna, nell'aretino, dove l'elicottero è potuto intervenire con l'ausilio dei visori notturni per il trasporto dell'uomo che era rimasto sepolto sotto le macerie della palazzina crollata per lo scoppio di una bombola di gas.

"Ad oggi abbiamo individuato circa 200 siti in cui possiamo atterrare di notte - spiega Stefano Barbadori responsabile dell'elisuperficie di Grosseto -, di questi 200 sono già operativi 35 e ciò ci permetterà in futuro di utilizzare l'elicottero giorno e notte per poter arrivare in tempi brevissimi laddove necessitano interventi clinici tempo-dipendente"

Il dispositivo, spiegato da uno dei comandanti dell'elisoccorso, Alessandro Valduga della Babcock, è costituito da una sorta di occhiali che, indossati sul casco del pilota, amplificano i segnali luminosi consentendo la visione notturna.
Impiegati dapprima in campo militare, sono stati poi adattati al settore civile. Grazie a questi visori Pegaso II che, come tutti gli elicotteri forniti e gestiti da Babcock, è dotato della tecnologica necessaria per effettuare queste operazioni, può atterrare in sicurezza in aree non illuminate e consentire un intervento dei medici e degli infermieri anche in assenza di piazzole h24.

Partito nel 1999, il servizio di elisoccorso della base di Grosseto è gestito dalla Centrale unica regionale Toscana Soccorso ed è operativo 24 ore su 24.
Con circa 70 interventi al mese, è una delle basi dove si vola di più in Italia. Solo nel 2017 sono stati eseguiti 772 interventi. L’elicottero di stanza a Grosseto è un “Leonardo AW 139”, dotato di verricello e galleggianti di emergenza, in configurazione operativa multifunzione, vale a dire con la possibilità di prestare soccorso sulle isole dell’Arcipelago toscano e in montagna.