E’ stato accolto con grande partecipazione da parte delle istituzioni locali e dei cittadini, l’incontro dal titolo “Progetto di sviluppo e integrazione dei servizi ospedalieri e servizi territoriali della zona Amiata Senese e Val d’Orcia”, che si è svolto mercoledì 14 marzo presso la sala del cinema teatro Amiata ad Abbadia San Salvatore. L’iniziativa, fortemente voluta dalla direzione Asl Toscana sud est e dal sindaco di Abbadia, Fabrizio Fondi, fa il punto della situazione rispetto a quanto emerso quasi un anno fa con il progetto “Tessere i territori” e illustra le linee di sviluppo futuro sanitario e socio-sanitario previste per la zona.

L’assistenza ospedaliera e territoriale e gli investimenti in programma sono stati il nucleo della giornata.
I temi trattati sono stati declinati partendo da un quadro generale di analisi dell’offerta dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari e della sanità territoriale, concentrandosi in particolar modo sul ruolo dell’ospedale di Abbadia per il quale sono previsti progetti di potenziamento.

Per quanto concerne il piano di sviluppo territoriale sono state presentate delle direttrici di riordino dell’assistenza realizzabili attraverso un nuovo assetto organizzativo del sistema di cure primarie, con al centro la figura sempre più integrata e fondamentale del medico di medicina generale come punto di partenza del percorso assistenziale, la gestione proattiva della cronicità con il miglioramento della Sanità di iniziativa che prevede la presenza di 18 medici di famiglia sul territorio e quattro percorsi attivi per diabete, scompenso, BPCO e ictus in una logica di maggiore complementarietà e di continuità ospedale-territorio. Fanno parte della progettualità futura anche il completamento strutturale e funzionale della casa della salute con l’integrazione di ulteriori servizi a garanzia della più adeguata presa in carico del cittadino e la riorganizzazione delle modalità di prenotazione di visite ed esami secondo il modello “dove si prescrive, si prenota”.

“L’importanza di questo progetto, emersa con forza durante l’incontro – afferma Roberto Pulcinelli, direttore Zona Val di Chiana Senese – è la capacità di concentrare in un unico sistema integrato tutte le azioni sanitarie ospedaliere e territoriali grazie alla collaborazione dei diversi attori del sistema sanitario e socio-assistenziale, come medici ospedalieri, medici specialisti territoriali, infermieri, medici di medicina di base e assistenti sociali”.

Si integrano perfettamente con i servizi sul territorio, i progetti legati all’assistenza ospedaliera: nuove strategie sono previste nel settore di emergenza-urgenza, trattamento delle patologie acute e croniche, cure intermedie, prestazioni diagnostiche di radiologia, con l’arrivo del mammografo già operativo, interventi chirurgici, attività specialistica ambulatoriale. Numerosi sono gli ambiti interessati dal progetto di potenziamento e integrazione con lo scopo di realizzare un’offerta di servizi capaci di dare risposte assistenziali efficienti ed efficaci e sempre più modulate sui bisogni di salute dei cittadini.
Consistenti anche le somme degli investimenti che saranno destinati alla realizzazione dei punti toccati: si è parlato di circa 12 milioni di euro da destinare a strutture e impianti, in dettaglio a ristrutturazioni, nuove edificazioni, nuove infrastrutture come elisuperficie e viabilità.

“L’occasione dell’incontro – afferma Rosa La Mantia, direttore Ospedale di Abbadia San Salvatore – è stato un ritorno agli spunti nati in occasione del progetto ‘Tessere i territori’ per verificarne lo stato dell’arte e partire da qui per dare vita a nuove iniziative. Per l’ospedale è previsto un importante intervento organizzativo con il riconoscimento di ruoli di responsabilità attraverso la nomina di direttori e referenti di reparti e attività sanitarie. Determinante sarà anche il potenziamento tecnologico, già in parte avvenuto con il mammografo e che si arricchirà con l’arrivo della tac nel mese di giugno 2018, questo consentirà di soddisfare nella stessa sede la domanda diagnostica senza doversi recare in altri presidi, fattore determinante soprattutto per l’attività di pronto soccorso. Saranno realizzate nuove attività chirurgiche, potenziata l’oncologia grazie all’introduzione di politerapie. La prospettiva va nella direzione di una forte integrazione con la medicina generale, quindi con la sanità territoriale, sempre tenendo in considerazione la mission del presidio che è quella di rappresentare un ospedale di prossimità, cioè in grado di prendere in carico il paziente in zona a 360 gradi”.