Alimentazione e salute in carcere: è il progetto che l'Azienda Usl Toscana Sud Est ha messo a punto insieme alla direzione della casa di reclusione di San Gimignano e la casa circondariale di Siena con la partnership dell'Istituto superiore "B. Ricasoli" di Siena, che opera all'interno del carcere di San Gimignano come istituto per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera.

Quale migliore occasione, per parlare di questo progetto e incontrare i rappresentanti delle autorità provinciali, è l'aperitivo che si tiene mercoledì 7 dalle 11 alle 12 presso lo stesso carcere di San Gimignano.

A partire dalla valutazione dei piani nutrizionali adottati e l'allineamento alle linee guida per una sana alimentazione sia per i detenuti che per i dipendenti, il progetto "alimentazione e salute in carcere", pensato dalla Usl Toscana sud Est, muove dal più ampio progetto “Pranzo Sano Fuori Casa” con incontri informativi e Counseling di gruppo, per la promozione e condivisione di uno stile alimentare corretto, rivolto sia ai detenuti che al personale del carcere, anche attraverso la consulenza di dieta individuale per patologie correlate all'alimentazione e la redazione del piano nutrizionale personalizzato, da attivare con la dietista della USL. Compilazione piani nutrizionali specifici per celiachia, intolleranza al lattosio, patologie legate all'alimentazione e per motivi etico-religiosi sono gli altri dettagli del programma.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento di altri partner per attività quali la coltivazione di un orto all'interno della casa di reclusione in collaborazione con il Gruppo degli Orti urbani del Comune di Siena, un accordo con lo stesso Gruppo per riservare parte del raccolto alla casa di reclusione e soprattutto incontri di cucina tra detenuti e studenti dell’Istituto professionale per i servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera di Colle di Val d’Elsa.

La prevenzione prima di tutto e la salute in carcere passano proprio dall'attività proattiva che si riesce a fare con i detenuti, a partire dall'analisi dei bisogni alimentari che una multiculturalità presente richiede.

Il progetto coinvolge diverse strutture della Usl a partire dalla unità operativa Salute in carcere, la promozione della salute e l'igiene degli alimenti e della nutrizione del dipartimento di prevenzione, la dietista del dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie.