L’Azienda Asl Toscana sud est continua a investire sulle prestazioni ai soggetti fragili, dopo i successi di Siena e Arezzo. Nella zona di Grosseto, partirà giovedì 6 aprile, un percorso pilota di Odontoiatria sociale rivolto alle comunità di richiedenti asilo, ospiti nei centri di accoglienza della città. Il progetto si occupa prevalentemente di prevenzione e cura dell’igiene orale attraverso una valutazione odontoiatrica sullo stato di salute dei richiedenti asilo, che sarà effettuata da un igienista, la dottoressa Irene Cirronis. Le comunità di migranti sono composte prevalentemente da giovani in buona salute, ma che sempre più spesso presentano problemi odontoiatrici sia a causa di un’alimentazione non corretta, sia per mancanza nel loro paese di origine di attenzione alla cura di bocca e denti e scarsa prevenzione.

L'obiettivo del progetto è allora individuare in tempo utile le patologie odontoiatriche per poter indirizzare tempestivamente i pazienti alla programmazione ambulatoriale. Questa proceduta di monitoraggio e prevenzione evita che la patologia riscontrata si aggravi fino al punto di necessitare un accesso in urgenza al pronto soccorso, come accade in caso di evento clinico acuto.

 “Quando queste persone si rivolgono al pronto soccorso – spiega Alessandra Romagnoli, direttore UOS Odontoiatria Asl Toscana sud est – è di solito troppo tardi per curarle adeguatamente a causa del livello di gravità raggiunto, nella maggior parte dei casi si riesce a eliminare il dolore somministrando subito farmaci antidolorifici e si prescrivono terapie antibiotiche, ma è quasi sempre impossibile intervenire in tempo reale proprio per lo stato infiammatorio generale della bocca. E’ necessario puntare sulla prevenzione creando un sistema di odontoiatria d’iniziativa, ovvero non dobbiamo aspettare i pazienti in ambulatorio, ma andarli a intercettare dove si presume ci sia necessità”.

Ad oggi si rileva una carenza di informazioni circa l’accesso ai percorsi di cura e prevenzione, pertanto con i migranti e in generale con tutti i soggetti definiti fragili, come anziani e bambini, occorre essere proattivi, prima attraverso un’azione di prevenzione e poi con una programmazione ambulatoriale, in questo caso odontoiatrica, che consenta di prendere un appuntamento all’ambulatorio territoriale in anticipo anche tramite accesso diretto, vale a dire senza bisogno della prescrizione del medico di medicina generale, ma solo chiamando il servizio Cup. Tutto è partito per volontà della Regione Toscana con una apposita delibera che finanziava un progetto a livello di Area vasta, con un investimento totale di circa 2 milioni di euro, da dedicare alla medicina d’iniziativa, cioè il modello assistenziale e di cura secondo cui informazione, prevenzione e accesso alle cure vengano erogati in modo equo in tutto il territorio e il più possibile vicino a casa del paziente, specialmente in presenza di patologie concomitanti o stadi acuti.

 “Andiamo a realizzare un altro step importante di un progetto più ampio riguardante tutta l’Asl Toscana sud est  – conclude Stefania Magi, referente per la Salute dei Migranti della Azienda Toscana sud est - questa volta dedicato alla salute dei richiedenti asilo della zona di Grosseto, persone in estrema difficoltà per problemi linguistici, disinformazione e marginalità sociale che la maggior parte della volte non sanno nemmeno cosa possono fare per la propria salute e si trascurano fino a raggiungere la fase più acuta della patologia”.