Si è svolto lo scorso sabato l’incontro con i cittadini per il lancio del progetto riguardante "La sicurezza del lavoro sui motopescherecci", organizzato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est, diretto dal dottor Maurizio Spagnesi e dal Dipartimento delle Professioni tecnico sanitarie, diretto dalla dottoressa Daniela Cardelli, in collaborazione con Comune di Monte Argentario, INAIL con i rappresentanti del Dipartimento di Medicina e Epidemiologia, Ispettorato Nazionale del Lavoro con la responsabile provinciale e Ufficio Circondariale Marittimo con il Comandante.

Il progetto si rivolge agli armatori e ai comandati della flotta peschereccia presente nella costa maremmana e si pone l’obiettivo di ottenere la collaborazione degli equipaggi nel miglioramento del sistema di gestione della sicurezza nelle imbarcazioni da pesca. Fa parte di un’iniziativa a livello nazionale sulle attività di vigilanza e assistenza sui fattori di rischio sul lavoro da parte delle istituzioni che coinvolge10 regioni, in cui la Toscana è rappresentata dalla Asl Toscana sud est, e vede come partner ISS, Inail, Inmp e Agenas.

“E’ stata un’iniziativa molto apprezzata a cui hanno partecipato circa 70 persone – commenta Alessandro Giomarelli, direttore UO professionale ambito PISLL zona Grossetana – Abbiamo cercato di proporre un momento di informazione sulle modalità attuative del progetto e anche di confronto e dialogo con gli operatori che lavorano ‘sul campo’ che hanno potuto esporre le proprie istanze e fare domande”.

Il progetto procederà con altre iniziative per sviluppare delle linee di indirizzo che possano essere un punto di riferimento per i lavoratori sulle imbarcazioni. Nello specifico gli sviluppi futuri riguarderanno la
definizione di criteri per stabilire e valorizzare i modelli di organizzazione e gestione della tutela della salute e sicurezza a bordo delle navi da pesca;
procedure standardizzate, a seconda del sistema di pesca utilizzato e specificità tecnico-costruttive delle imbarcazioni da pesca, finalizzate alla valutazione di tutti i rischi; sperimentazione di sistemi e dispositivi innovativi atti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi da pesca, con particolare riferimento a rischi fisici (rumore, vibrazioni, radiazioni ultraviolette UVB, ecc.) e alle malattie degenerative muscoloscheletriche (movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, ergonomia, ecc.); provvedimenti per le misure adottate per il contenimento del rischi chimici e biologici, anche in relazione al trattamento e conservazione dei prodotti ittici a bordo; redazione di “Linea Guida” contenenti le procedure, le azioni, i documenti finalizzati alla conformità normativa dei processi per la valutazione dei rischi. Inoltre sarà prevista anche una parte pratica svolta in loco, dedicata alla formazione dei lavoratori.

“Il progetto è stato reso possibile grazie alla sinergia e all’interazione costruttiva tra enti che hanno collaborato attivamente e grazie alla disponibilità dei professionisti del settore che hanno il polso della situazione”. – conclude Spagnesi.