Prevenire e curare alcune forme di tumore fino a completa guarigione, oggi è possibile. Fare gli esami, rispondendo all’invito della Asl per lo screening del tumore della mammella, del colon-retto e del collo dell’utero, è il modo più efficace per ottenere questo risultato.
Il programma dello screening previsto ormai da anni dalla Regione, risponde a questo obiettivo e consiste nell’effettuare gratuitamente esami semplici e non invasivi per individuare lesioni tumorali in fase iniziale: sono la mammografia per il tumore della mammella; il pap test e il test per la ricerca del virus HPV (introdotto dai recenti protocolli regionali per le donne tra 34 e 64 anni), per il collo dell’utero; la ricerca del sangue occulto nelle feci, per il tumore del colon-retto.
I risultati sono consolidati e anche la risposta dei cittadini pur con alcune criticità, è molto positiva. Lo confermano i dati 2016 della Asl sud est, che attestano una buona adesione agli inviti per effettuare gli esami.
“Quello degli screening oncologici – spiega il direttore della Unità operativa semplice dipartimentale Prevenzione Screening, dottor Francesco Mirri – è un intervento sanitario sulla popolazione sana per la diagnosi dei tumori e delle lesioni che li precedono, che rappresenta per noi un ambito fondamentale negli interventi di prevenzione. L’impegno è quello di monitorare con attenzione le differenze territoriali, per valutare le iniziative più efficaci ed aumentare l’adesione al programma, a partire dalle singole esperienze maturate nei tre ambiti provinciali di Siena, Arezzo e Grosseto”.

Lo screening è gratuito, è rivolto alle fasce di età a maggior rischio, si avvale di laboratori ad elevata tecnologia e professionisti altamente qualificati, per sostenere il grande numero di esami necessari.
Il primo elemento della catena è la lettera che invita il cittadino nella fascia di età individuata dal programma regionale a fare l’esame.
Se la risposta dell’esame effettuato richiede un ulteriore approfondimento, che non significa necessariamente presenza di una lesione tumorale, il paziente viene preso in carico dalla struttura che fissa glia appuntamenti successivi per altri esami, necessari alla diagnosi o ad escludere la presenza di una patologia.

I dati della provincia di Grosseto per il 2016
Le donne tra i 50 e i 69 anni, invitate a fare la mammografia (i protocolli prevedono l’esame ogni due anni) sono state 17.737 donne. Hanno effettuato l’esame in 11.448, con una percentuale di adesione corretta (che comprende cioè anche le donne che hanno effettuato l’esame per conto proprio) del 75%.

Per quanto riguarda lo screening del tumore del collo dell’utero, sono state invitate a fare il test per la ricerca del virus HPV (che il protocollo regionale offre ogni cinque anni), 16.222 donne e hanno risposto in 8.563
Sono state invitate a fare il pap test (offerto alle donne tra i 25 e i 33 anni, ogni tre anni) 2.974 donne e hanno risposto in 1.503.
L’adesione totale allo screening del tumore del collo dell’utero è del 60.7%

Per quanto riguarda, infine, l’adesione allo screening del colon-retto (che invita uomini e donne tra i 50 e i 70 per la ricerca del sangue occulto delle feci, ogni due anni) sono state invitate 32.370 perone, hanno risposto in 14.826, con una adesione corretta del 50.7%.