Oggi,12 novembre, ricorre la Giornata mondiale contro la Polmonite, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia e sull'importanza di curarsi in maniera appropriata, anche con il ricorso al vaccino antinfluenzale.
La polmonite è una patologia infiammatoria che colpisce i polmoni e il sistema respiratorio, provocata in genere da batteri o virus, tra cui il più frequente è lo Streptococco Pneumoniae (Pneumococco), mentre nei periodi con basse temperature, come in inverno, può essere provocata da virus influenzali, soprattutto nei pazienti con patologie croniche respiratorie. Più rari sono i casi di polmoniti fungine o causate da parassiti. Si manifesta con sintomi abbastanza aspecifici come febbre con brivido e tosse.

In Italia di polmonite muoiono ogni anno circa 10 mila persone, soprattutto anziani e pazienti affetti già da altre malattie,
“La polmonite, a differenza di qualche decennio fa, è una patologia in generale, facilmente trattabile, soprattutto in persone in buona salute con stili di vita sani che non determinano l'indebolimento delle difese immunitarie, come possono fare l'abuso di alcool o il tabagismo. - afferma Antonio Perrella, direttore UOC Pneumologia dell'ospedale Misericordia di Grosseto – Di contro resta comunque importante non trascurare i primi sintomi e rivolgersi al proprio medico curante che saprà individuare, attraverso la auscultazione del torace del paziente, i sintomi e la diagnosi, prescrivendo la cura adeguata o esami diagnostici di approfondimento come radiografie; è prevedibile che, in un quadro clinico regolare, nel giro di poco più di una settimana, si abbia la completa guarigione. Molto spesso non è indispensabile ricorrere all'esecuzione di una radiografia del torace in fase di diagnosi e/o di controllo post- terapia”.

Presso la Pneumologia di Grosseto, vengono presi in carico i pazienti che dopo un primo trattamento della polmonite con antibiotici non guariscono. In questi casi, il paziente è sottoposto a visita pneumologica specialistica dove sarà valuterà l'esigenza o meno di ricovero ospedaliero. Quando sono presenti patologie pregresse, in particolare croniche (insufficienza renale, diabete, cardiopatia ischemica), o insufficienza respiratoria il trattamento è più complesso e può richiedere il ricorso a terapia ventilatoria, ossigenoterapia e altre terapie di supporto.

“I soggetti più colpiti sono neonati, bambini in età pediatrica e anziani sopra i 65 anni di età, la probabilità aumenta con la presenza di patologie respiratorie croniche (asma, Broncopneumopatia cronica) o altre complicanze (condizioni di immunodepressioni, diabete, patologie neurologiche). - conclude Perrella – Colgo l'occasione dell'inizio della campagna antinfluenzale 2018/2019, per consigliare, soprattutto ai pazienti maggiormente esposti a fattori di rischio, di ricorrere alla vaccinazione contro l'influenza e a quella antipneumococcica, che rappresentano un modo efficace e semplice di prevenzione”.