E’ ricoverato in Utic il 43enne colpito da infarto mentre era in auto con dei colleghi. Ecco come si è mossa la macchina dei soccorsi

AREZZO – Una vita salvata grazie ad una sinergia perfetta tra territorio e ospedale e tra i reparti del nosocomio aretino. Il 43enne, che martedì scorso ha avuto un infarto mentre si trovava in auto con gli amici, sta meglio e la sua situazione viene definita dai medici “sotto controllo”.

“Questo episodio è l’espressione della rete integrata dell’emergenza cardiologica che ad Arezzo funziona ormai da anni” afferma Leonardo Bolognese, capo dipartimento Cardiologia Ausl Toscana sud est. “Questi risultati si ottengono non solo per la bravura degli operatori sanitari - ricorda Massimo Mandò, Capo Dipartimento Emergenza Urgenza - ma grazie anche alla consapevolezza e l’attiva collaborazione dei cittadini presenti all’evento, come in questo caso”.

Ma ritorniamo ai fatti: sono le 9.20 di martedì scorso quando l’uomo, mentre si trova in auto con i colleghi di lavoro ad Alberoro, accusa un forte dolore al petto per poi accasciarsi privo di sensi. Gli amici non perdono tempo e chiamano il 118. Fermano l’auto e su istruzioni precise dell’infermiere della centrale operativa iniziano il massaggio cardiaco. Vengono raggiunti da un’ambulanza BLSD con medico e infermiere. L’uomo viene defibrillato.
Intanto è stata avvisata l’Emodinamica di Arezzo che apre la sala operatoria in attesa del paziente. La lesione è importante, infatti viene eseguita un’angioplastica coronarica. Intubato, è stato ricoverato in Rianimazione, dove è stato stabilizzato e riportato ad una respirazione autonoma: Inoltre gli è stata eseguita la terapia ipotermica per scongiurare i danni neurologici. Abbassare la temperatura corporea di pazienti colpiti da infarto aumenta del 25% le loro possibilità di sopravvivenza e evita danni cerebrali.

Da questa mattina il 43enne si trova in U.T.I.C (Unità di terapia intensiva cardiologica). “Collaborazione e multidisciplinarietà hanno salvato una vita - conclude Marco Feri, direttore della Terapia Intensiva - L’uomo non ha subìto danni celebrali e i suoi parametri sono buoni. Per questo voglio ringraziare il personale della Rianimazione, ma anche del 118 e della Cardiologia”.