E’ la donazione consegnata al direttore Scala dall’associazione Respirovita

AREZZO – Un polisonnigrafo in dono al reparto di Pneumologia e UTIP del San Donato di Arezzo. L’iniziativa è della onlus Respirovita che questa mattina ha consegnato lo strumento al direttore Raffaele Scala, alla presenza del direttore dell’ospedale Massimo Gialli.

“Lo strumento è costato 5 mila euro, abbiamo raccolto fondi grazie agli eventi organizzati e alle donazioni dei pazienti che vengono trattati in reparto – ha dichiarato Tiziana Borghesi, presidente della onlus - Respirovita è nata 4 anni fa  e si è da subito impegnata nell’attività di sensibilizzazione nei confronti delle malattie respiratorie, organizzando iniziative e supportando il potenziamento della Pneumologia e UTIP dell’ospedale di Arezzo. Siamo felici di questo nuovo traguardo raggiunto, nell’interesse di tutta la collettività”.

“Il polisonnigrafo è uno strumento necessario per la diagnosi, l’impostazione del trattamento e il monitoraggio delle persone colpite da disturbi respiratori del sonno – ha spiegato Scala -  In primis la sindrome da apnee ostruttive nel sonno. Si tratta di una patologia ad alto impatto epidemiologico che coinvolge oltre il 4% della popolazione, percentuale che sale pericolosamente fino all’8-10% nelle categorie a rischio, rappresentate da soggetti obesi, russatori, o con alterazioni anatomiche del collo e delle prime vie aeree”.

Quando le apnee diventano gravi, durante la notte le vie aeree collassano totalmente, generando fenomeni di interruzione del respiro talvolta di lunga durata (oltre 1 minuto). Quando questi episodi diventano molto frequenti (fino ad oltre 30 all’ora) si assiste ad un rischio elevato a distanza di complicanze come la sonnolenza diurna, le complicanza cardiovascolari (ipertensione arteriosa non controllata, ictus e infarto), respiratorie (difettosa ossigenazione con aumento dell’anidride carbonica nel sangue), aumento della incidentalità stradale.

La polisonnigrafia in genere viene eseguita a domicilio del paziente. Dopo il montaggio dell’apparecchio da parte del personale esperto della Fisiopatologia del reparto, il paziente dorme a casa e torna in ospedale per la riconsegna la mattina successiva. Dopo lo scarico dei dati, il tracciato della notte viene refertato con un’attenta analisi minuto per minuto di tutta l’attività respiratoria. In base alla visita e ai dati della polisonnografia, lo pneumologo ospedaliero fornisce i consigli di terapia personalizzati al paziente tra cui il cambio di stile di vita, l'adattamento a trattamento notturno alla ventilazione meccanica in maschera e in casi molto selezionati l'intervento chirurgico. Solo per i casi più gravi con importanti malattie respiratorie e cardiovascolari è previsto il ricovero ospedaliero per giungere ad una più rapida diagnosi e terapia.  

"Un ringraziamento all'associazione Respirovita ed al suo presidente per questa donazione che implementa la disponibilità degli strumenti in ospedale  – ha concluso Gialli -  Le apnee ostruttive nel sonno sono una condizione clinica da non sottovalutare, a causa degli importanti effetti negativi che si evidenziano a distanza di tempo. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuna una revisione dello specifico percorso di diagnosi e cura, percorso che vede come attori principali gli pneumologi, gli otorino e naturalmente i medici di Medicina Generale. Un ringraziamento anche al dr Scala e ai suoi collaboratori medici ed infermieri per il quotidiano impegno assicurato nella diagnosi e trattamento delle malattie respiratorie. Un impegno unanimamente riconosciuto dai pazienti e dai colleghi ospedalieri e che individua la pneumologia aretina quale centro di riferimento specialistico anche per altri ospedali della nostra rete".