AREZZO - Un ecografo per i pazienti pneumologici

Donazione dell’associazione Respiro Vita e del Calcit

AREZZO – Un ecografo per la Pneumologia e UTIP dell’ospedale San Donato. E’ il dono del Calcit Arezzo e della onlus Respiro Vita, che hanno consegnato il macchinario nelle mani del direttore, Raffaele Scala e della sua equipe. Il macchinario è costato 20 mila euro.

“Siamo molto soddisfatti di questa donazione, che abbiamo potuto garantire alla Pneumologia grazie alla sinergia con il Calcit – ha dichiarato Tiziana Borghesi, presidente della onlus Respiro Vita – Si tratta di un ecografo che il reparto aspettava da tempo, indispensabile per migliorare la risposta già alta che dà ai cittadini. Ringraziamo il Calcit per averci sostenuto, perché noi siamo una piccola associazione, nata tre anni fa, e fino ad oggi siamo riusciti a fare piccole azioni in favore della nostra sanità, grazie ad alcuni eventi che organizziamo. Questo ecografo è il primo vero passo importante che facciamo”.

“L’ecografo donato – ha detto Gian Carlo Sassoli, presidente Calcit - ci rende particolarmente soddisfatti sia perché fatto in collaborazione con un’altra associazione di volontariato, la Respiro Vita, sia perché andrà a migliorare un reparto che accoglie pazienti con patologie particolarmente complesse. Riteniamo quindi di aver messo a disposizione degli operatori sanitari uno strumento utile a dare ai malati le migliori cure”.

L’ecografo multifunzionale portatile consentirà grandi vantaggi ai pazienti. L'impiego dell'ecografo in Pneumologia costituisce ormai una necessità per la diagnosi, il monitoraggio non invasivo e il trattamento di molte malattie respiratorie, senza esporre la persona ai raggi X. La sua applicazione riguarda i pazienti con diversa gravità, da quelli che possono recarsi da soli in ambulatorio a quelli che per vivere hanno bisogno di essere aiutati dalla ventilazione meccanica in UTIP.

“Attraverso l’ecografo – spiega Scala - lo pneumologo può identificare la presenza di liquido nella cavità toracica, definirne la quantità con precisione e, con manovra sicura, può posizionare un drenaggio per consentirne la fuoriuscita. Attraverso il drenaggio, sotto controllo ecografico, è possibile eseguire la pleurodesi, cioè iniettare una sostanza che ha lo scopo di facilitare il riassorbimento del liquido pleurico per versamenti di diversa natura. La sua utilità è fondamentale anche per la toracoscopia, una procedura da poco introdotta nella Pneumologia di Arezzo che consente la diagnosi tramite prelievi bioptici di malattie della pleura senza ricorrere alla chirurgia toracica. Inoltre – continua Scala - è possibile avere ecograficamente la conferma della presenza di polmonite vista alla radiografia del torace e seguirne l'andamento senza necessità di eseguire frequenti radiografie. Infine, trattandosi di un ecografo multifunzione, è disponibile anche una sonda cardiologica con cui lo specialista può fare la sua valutazione, specie in pazienti critici non trasportabili ventilati meccanicamente in UTIP. Così, con lo stesso ecografo è possibile l’incannulamento di vasi venosi periferici e centrali, procedura necessaria per la somministrazione di farmaci liquidi e nutrizione e per la tecnica di decapneizzazione, che rimuove  l'eccesso di anidride carbonica nei pazienti con grave insufficienza respiratoria evitando l'intubazione tracheale”.

“In questo reparto, Respiro Vita e Calcit sono già intervenuti in passato, dando un grande contributo al suo funzionamento e al personale – ha commentato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – Le due associazioni dimostrano come la sinergia nel volontariato non solo esista, ma sia di grande beneficio per l’intera comunità. Siamo tutti impegnati a garantire attrezzature innovative ed expertise. Il nostro ospedale, grazie a chi ci lavora e grazie a chi ci aiuta dall’esterno, come in questo caso, rappresenta un’eccellenza di cui andiamo fieri e che, allo stesso tempo, ci spinge a fare sempre di più”.

Questa donazione completa la dotazione ecografica della Pneumologia di Arezzo che, sempre ad opera del Calcit, può contare su di un ecografo associato alla broncoscopia (EBUS). Questo, grazie alla sonda ecografica, consente prelievi diagnostici nel sospetto di malattie tumorali e non, in corso di broncoscopia.