AREZZO - Servizio civile, 30 ragazzi ai nastri di partenza

Al via il percorso dei giovani che sono stati selezionati per la realizzazione di alcuni progetti nelle strutture aretine della Asl Toscana sud est

AREZZO – Sono 30 i ragazzi selezionati per il percorso del servizio civile nelle strutture aretine della Asl Toscana sud est. Nei prossimi mesi, i giovani potranno accrescere il bagaglio di esperienze e di formazione dedicandosi ad attività di accoglienza, orientamento e compagnia nei confronti di chi si rivolge all'Azienda Usl Toscana sud est per un bisogno di "salute".

I selezionati sono: Lorenzo Acquisti, Riccardo Albiani, Ben Kessir Batista Kolthum, Maria Laura Bonannella, Caterina Boschi, Eliana Brancaleone, Diletta Bulletti, Serena Cardeti, Giulia Carnevali, Luigi Chianucci, Christian Corallo, Irene Dell’Uomo, Alessia Duranti, Veronica Gepponi, Gabriele Gerardini, Giulia Isolani, Mattia Manneschi, Chiara Merelli, Angela Mezzanino, Gioia Monforte, Marica Morresi, Francesca Nocentini, Nunzia Naomi Prebenda, Leonardo Salvi, Emma Severi, Angela Squarcialupi, Antonella Storni, Marinela Violeta Vijoi, Marta Zammuto e Sara Zampini.

L’Azienda gli dà il benvenuto, con l’augurio che questa esperienza sia formativa per loro sotto tanti punti di vista: lavorativo, umano, sociale.

L'impegno volontario dei ragazzi sono suddivisi nei seguenti progetti:
  • Accogliere e ascoltare: il progetto si realizza nella sede del Centro Socio Sanitario di San Giovanni Valdarno con l’obiettivo di favorire una migliore accoglienza e l'orientamento del cittadino nella struttura con particolare riferimento al Punto Prelievi ed alla attività ambulatoriale specialistica, inclusa la Salute Mentale Adulti.

  • Ananke, “necessità” di vivere in dialisi”: il progetto si realizza presso l’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale San Donato di Arezzo. In particolare le attività saranno rivolte al  miglioramento dell’accoglienza e all’offerta di compagnia e sostegno durante la permanenza in ospedale.

  • Cup ospedale Montevarchi: il presidio ospedaliero di Santa Maria alla Gruccia è l'unico di collegamento tra Arezzo e l'Area metropolitana fiorentina; la criticità è rappresentata dalla difficoltà di orientamento da parte  dell’utenza  nel seguire i corretti percorsi, nonostante gli stessi siano previsti, definiti  e supportati da relativa segnaletica e dall’impossibilità di destinare personale dipendente all’accoglienza/informazione ai cittadini. L’intervento dei volontari si baserà sull’aspetto relazionale con l’utente.

  • Dipartimento della salute mentale: la presa in carico delle persone affette da problemi di salute mentale non ha solo necessità di cure e assistenza sanitaria, ma presenta problemi e bisogni sociali particolari. Nella vita di questi pazienti è elevato il rischio di isolamento ed esclusione. Il progetto ha l’obiettivo di rafforzare l’autonomia dei pazienti e anche il tessuto solidale della collettività, con conseguente beneficio diretto sui pazienti affetti da patologia psichiatrica.

  • Mano nella mano, saggezza e leggerezza: il progetto si svolge  nel reparto di Medicina-Modica dell’ospedale di Bibbiena. La logica ispiratrice è di spostare l’attenzione dall’anziano come destinatario di  servizi ed interventi, all’anziano come soggetto portatore di esperienze, competenze, capacità pratiche, teoriche, storia e saggezza, favorendo la sua partecipazione alla vita sociale, per  prevenire e diminuire il livello di forme di esclusione sociale.

  • Oncologia Arezzo, Valdarno e Valtiberina: il progetto va ad inserirsi in un processo già avviato affinché i pazienti possano ricevere un'accoglienza sempre più qualificata e appropriata e possano trovare nei reparti persone che abbiano tempo, possibilità e volontà di ascoltarli, oltre che ad orientarli nell’ambito dei servizi ospedalieri.

  • Servizio dipendenze: E’ la prima volta che si sviluppa un progetto di servizio civile in questo ambito, per  favorire i soggetti giovani a condurre un'esperienza di solidarietà e di servizio nel campo del disagio giovanile, della tossicodipendenza, dei problemi alcol correlati e delle nuove forme di dipendenza, come ad  esempio il gioco d’azzardo. Gli obiettivi, quindi, oltre all’apprendimento della gestione del front office e delle attività di segreteria, saranno la collaborazione all'attività del Club degli Alcolisti in trattamento e la sensibilizzazione delle comunità locali sui problemi alcol-correlati, con raccolta dati e monitoraggio dei programmi alcologici territoriali.