AREZZO - “Reti in gioco”, condividere le strategie contro il gioco d’azzardo

Una giornata dedicata al fenomeno che riguarda sempre più aretini, tra testimonianze e flash mob

AREZZO – I cinque SerD della provincia di Arezzo del Dipartimento Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Sud Est, in collaborazione con l’associazione di volontariato Mirimettoingioco, il Movimento SlotMob e il patrocinio del Comune di Arezzo, organizzano per venerdì 17 novembre l’evento aperto a tutti "RETI IN GIOCO - Confronto tra le reti territoriali della provincia di Arezzo sul gioco d'azzardo".

Il progetto è ideato dal Gdl GAND (Gruppo di Lavoro Interistituzionale sul gioco d’azzardo e le nuove dipendenze), la rete di istituzioni che a livello provinciale lavorano dal 2005 per promuovere azioni condivise di studio e di sensibilizzazione sul gioco d’azzardo e le altre dipendenze da comportamento. Ne fanno parte: Azienda Usl Toscana sud est, Comune di Arezzo, Prefettura,  Mirimettoingioco, Ordine dei Medici, Ufficio scolastico provinciale, Caritas diocesana, Misericordia, Arcisolidarietà, Anteas-Cisl, SlotMob, Confcommercio e Confesercenti.
La giornata di venerdì prevede due momenti: dalle 15.45 alle 18.30 è in programma un seminario alla Casa Diritta (via Garibaldi 15, Arezzo). Si tratta di un confronto tra le Reti territoriali di Arezzo, Casentino, Valdichiana, Valdarno e Valtiberina sui percorsi integrati tra Servizio pubblico e territorio per il trattamento del giocatore d’azzardo e della sua famiglia, con un occhio attento a prevenzione e sensibilizzazione. In questa occasione, giocatori e familiari di Mirimettoingioco porteranno le loro testimonianze. Dalle 18.30 alle 20.30 è invece previsto un evento Slotmob in piazza Giotto, con la premiazione di un bar libero dal gioco d'azzardo.

L'aumento dei luoghi e dell'offerta di gioco, la progressiva differenziazione nella tipologia dei giochi che intercettano fasce diverse di popolazione, la pubblicità che veicola messaggi confusivi e la stessa crisi economica sono tutti fattori che hanno portato negli ultimi quindici anni ad un aumento della spesa in azzardo in Italia e alla trasformazione del gioco d'azzardo in comportamento di massa. Proporzionalmente all'aumento dei giocatori d'azzardo sono aumentati coloro che sviluppano una vera e propria malattia (la stima è di 1-3% di giocatori patologici tra la popolazione adulta).
Dal 2004 il Dipartimento delle Dipendenze dell’Ausl Toscana sud est propone per il trattamento del gioco d’azzardo patologico un sistema di intervento che favorisce l’integrazione tra l’approccio clinico, con l’apertura di uno spazio di cura all’interno di ciascuno dei cinque Serd della provincia di Arezzo, e l’approccio di rete con la creazione di un Gruppo di lavoro interistituzionale (GdL GAND) che coinvolge il Dipartimento Dipendenze, il Comune di Arezzo, la Prefettura, le Forze dell’Ordine, l’Ufficio Scolastico Provinciale, i Medici di Medicina Generale, la Caritas diocesana di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, la Misericordia di Arezzo, Anteas, Arci, Mirimettoingioco e le Categorie Economiche (Confcommercio e Confesercenti).
“L’approccio di rete è una strategia divenuta indispensabile negli ultimi anni per rispondere alla complessità dei bisogni delle persone - ha affermato Marco Becattini coordinatore Dipartimento Dipendenze Ausl Toscana sud est - per cui nessun operatore o singolo servizio può da solo avere gli strumenti per risolvere i problemi sempre più complessi che arrivano ai Servizi. Tutto ciò vale anche per il disturbo da gioco d’azzardo che, in quanto problema di salute pubblica, ha un impatto sulla qualità della vita non solo del singolo individuo e della sua famiglia ma anche della comunità in cui è inserito e porta ai SerD bisogni molteplici e complessi. Basti pensare ai danni psicologici, familiari, relazionali e socio-economici correlati al gioco d’azzardo che si traducono, tra gli altri, in un elevato rischio suicidario per il giocatore (forte indebitamento e conseguente impoverimento della famiglia, rischio elevato di perdita del posto di lavoro, ricorso all’usura e illeciti).”
Questo giornata è l’occasione perché le diverse Reti del territorio aretino possano raccontarsi e raccontare le modalità di creazione di quelle sinergie operative che hanno contribuito ad aumentare l’empowerment di comunità nel nostro territorio nell’ambito della prevenzione, della cura e della riabilitazione del gioco d’azzardo patologico. Nel Seminario verranno anche presentati i dati degli accessi ai SerD della provincia di Arezzo per il disturbo da gioco d’azzardo.
“La nostra esperienza- conclude Becattini- più che decennale mostra che la collaborazione tra professionalità, Servizi e Istituzioni diversi e la sinergia tra saperi e pratiche differenti, se richiede maggior sforzo adattivo, sicuramente paga in termini di riconoscimento precoce del problema di gioco, di invii più tempestivi al servizio specialistico e di interventi più efficaci per il giocatore e la sua famiglia. Non è casuale che i SerD della provincia aretina, che per primi hanno promosso una strategia di rete del Servizio Pubblico con il Territorio, abbiano una capacità di attrazione dell’utenza per dipendenza da gioco tra le più alte della Toscana con più di 600 utenti in carico dall’apertura degli ambulatori ad oggi.”
"Una giornata importante quella di venerdì - afferma Lucia Tanti assessore alle Politiche sociali e sanitarie del Comune di Arezzo- perché il gioco d'azzardo è una piaga che purtroppo colpisce sempre di più anche il nostro territorio e la nostra città. Sensibilizzare sui rischi è la parte più importante per la quale anche la nostra amministrazione si sta impegnando fin dall'inizio del mandato. Il seminario alla Casa Diritta è la testimonianza  che si tratta di un luogo importante di aggregazione e condivisione sociale. Come per l'abuso di alcol anche per il gioco d'azzardo è necessario combinare regole forti e contenuti culturali non relativisti".

“L’idea di fondo è sempre quella – spiega Carlo Baglioni di SlotMob Arezzo – premiare, come consumatori, i bar che hanno scelto di rinunciare alle Slot machines. In fondo, se da oggi scegliessimo di acquistare solo nei bar senza Slot, il problema sarebbe già risolto. Dopo il Bar 500, il Bar Caffè Primavera ed il Bar Spritz, venerdì alle 18,30 ci daremo appuntamento al Bar Caffè di Piazza in piazza Giotto, che di recente si è liberato dalla trappola delle slot machine e che per questo verrà premiato con una consumazione di massa”.
“Desidero complimentarmi con tutta la Rete per aver organizzato una giornata come quella di venerdì – commenta Gianni Bacci, presidente di Mirimettoingioco - Ritengo che il confronto tra le istituzioni sia indispensabile per la realizzazione del progetto. Altra componente fondamentale è la sensibilizzazione verso il problema della ludopatia, che noi dell'associazione facciamo in ogni luogo: incontri pubblici, feste paesane, dibattiti televisivi. Ricordo un’altra attività, il gruppo di auto mutuo aiuto che si tiene nella sede di Arezzo in via Cavour con cadenza quindicinale. Un momento di confronto tra persone che hanno vissuto o ancora stanno vivendo il problema del gioco ed i loro familiari”.