La Asl Toscana sud est sta predisponendo un progetto pilota che partirebbe da Chiusi della Verna

CHIUSI DELLA VERNA – Attivare dei presidi socio assistenziali strutturati nelle zone più periferiche e montane di Chiusi della Verna per garantire un livello di assistenza efficiente alla popolazione. E’ il progetto- pilota a cui stanno lavorando il Distretto Casentino e la Medicina Generale a seguito di un incontro che si è svolto nei giorni scorsi. Erano presenti Carlo Montaini (direttore Zona Distretto Casentino), Marcello Grifagni (coordinatore sanitario del Distretto), Gennaro Maiellaro (coordinatore AFT), il sindaco di Chiusi della Verna, Giampaolo Tellini e l’assessore comunale, Sirio Farini.

A fronte delle richieste dei cittadini di vedere mantenuti i servizi e l’assistenza, nonostante il progressivo abbandono che caratterizza le zone montane, una soluzione al problema potrebbero essere dei locali decentrati a cui gli utenti facciano riferimento per medicazioni, prenotazione di esami ecc. Strutture a cui i medici di famiglia potranno appoggiarsi grazie a personale amministrativo e infermieristico che a turno coprirà alcune giornate.

“Questo progetto, nel caso fosse sostenibile e realizzabile a Chiusi della Verna, potrebbe venire esteso anche ad altri Comuni sia del Casentino che della Valtiberina, quelle zone che più soffrono per la riduzione della popolazione e di conseguenza anche dei servizi – fa sapere la Asl Toscana sud est - In questo senso, come Azienda stiamo valutando l’ampiezza dei vari ambiti territoriali, all’interno dei quali possono spostarsi i medici di famiglia, per capire se rispondono realmente alle specifiche esigenze delle comunità che ci vivono. Quello che possiamo fare è facilitare e agevolare il lavoro dei medici di Medicina Generale mettendo a loro disposizione strutture e personale, in modo tale che siano stimolati a presidiare quei territori”.

“Come Comune chiediamo che venga creata una organizzazione intorno ai medici di famiglia – dichiara il sindaco di Chiusi, Giampaolo Tellini – così che possano essere aiutati e sgravati dal carico di lavoro e si dedichino esclusivamente ai pazienti. Noi possiamo mettere a disposizione dei locali, sia a Chiusi che in Valle Santa. Adesso aspettiamo di vedere il progetto per discuterlo con l’Azienda. Quando si collabora, con fine comune come è successo nel caso dell’elisoccorso, i risultati non possono che essere soddisfacenti, sia per i cittadini che per le istituzioni”.