“A coloro che oggi hanno sollevato e criticato la questione degli aiuti in Sierra Leone per garantire nascite sicure, vorrei dire che un bambino è un bambino ovunque. Se muore in Sierra Leone ci piange il cuore, anche se è lontano da qui. Per noi, quei medici e quegli operatori aretini che a loro spese vanno in Africa e dedicano il tempo libero per salvare mamme e bambini, sono persone a cui dobbiamo tutto.

Invito chi parla di questi temi a ricordarsi cosa dice l’OMS: “Non lasciamo nessuno indietro”, siamo tutti uguali. Se li aiutiamo perché possano sopravvivere lì, nella loro terra, forse alcuni fenomeni che anche noi non vorremmo, non accadrebbero”.