Resta alta l’attenzione della Asl sui presidi di vallata. Il direttore Gialli: “A breve, aggiornamento della tac e nuovo ecografo”

SANSEPOLCRO – “Vengono spesso definiti piccoli ospedali ma in realtà hanno un grande ruolo. Infatti garantiscono un raccordo forte con il cittadino, attraverso anche i medici di famiglia, e riducono le disuguaglianze di accesso che si registrano in base ai livelli di istruzione e di stato socio-economico delle persone. L’ospedale di Sansepolcro è tra questi e l’Asl Toscana sud est continua ad investirci”.

Enrico Desideri, direttore generale dell’Azienda, rilancia in Valtiberina il ruolo dell’ospedale biturgense fornendo alcuni dati.

In sintesi:

accessi al Pronto Soccorso: al 30 settembre 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si sono registrati 322 accessi in più (+2,9%);

specialistica ambulatoriale: nei primi 8 mesi del 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i volumi di attività sono aumentati del 2,73% (ben 6.326 prestazioni in più);

accessi alla sala operatoria, incluso l’ambulatoriale: l’attività è rimasta invariata tra il 2017 e il 2018;

la fuga dei residenti verso ospedali di altre regioni è calata di 106 unità;

sono stati appena assunti 2 medici di Medicina Interna che entreranno al lavoro entro la fine del 2018;

è in fase di assunzione un diabetologo che presterà servizio tra l’ospedale del Casentino e quello della Valtiberina.

“Gli investimenti degli ultimi anni continueranno anche prossimamente – spiega Massimo Gialli, direttore dell’ospedale - Tra questi, prioritaria è la ristrutturazione della Medicina, dell’ospedale di Comunità e della Radiologia. Gli ultimi 5 anni è stata aggiornata la tecnologia radiologica mediante acquisizione di un ortopantomografo e di un telecomandato. E’ in via di acquisizione un secondo telecomandato e un nuovo ecografo. Prossimamente verrà anche aggiornata la Tac. L’intera strumentazione è quindi digitalizzata”.

C’è invece qualche difficoltà per il turn over dei dirigenti che vanno in pensione. “Ma è bene precisare – continua Gialli - che la difficoltà non discende da cattiva volontà aziendale ma dal fatto che i giovani specialisti non accettano volentieri di relegare le loro potenzialità carrieristiche negli ospedali di vallata. Spesso è necessario indurli ad accettare mediante assunzione per l’ospedale di Arezzo, attivando però un sistema di rotazione che garantisca anche la copertura degli altri ospedali. Non dimentichiamoci infine che ogni settimana si proiettano nell’ospedale della Valtiberina chirurghi di specialità che altrimenti non sarebbero presenti. Tra queste si ricorda l’Urologia, l’Oculistica e la Dermatologia. Nei giorni scorsi è stata confermata la convenzione con Careggi per attività diagnostica e chirurgica nell’ambito di eventi traumatici acuti e sovraccarichi funzionali legati alla pratica sportiva”.

La Asl Toscana sud est conferma quindi l’impegno per gli ospedali di prossimità, sia in materia di tecnologia che di servizi.