Giornata mondiale contro il fumo: due iniziative in città. I dati aretini indicano un aumento delle malattie all’apparato respiratorio

AREZZO – In occasione della Giornata mondiale contro il fumo e la Giornata del respiro, ad Arezzo sono previste due iniziative. Domani, sabato 27 maggio in piazza San Jacopo, dalle 9,30 alle 13, sarà organizzata una postazione per la distribuzione di materiale informativo, per la misurazione della funzionalità respiratoria e la raccolta delle persone interessate ad un trattamento per smettere di fumare, grazie alla collaborazione di associazioni come Calcit, Respirivita e Aisla. La stessa iniziativa si terrà all’ingresso del San Donato martedì 30 maggio.

Nella Asl sudest, il punto di riferimento per il tabagismo sono i centri antifumo dove è attiva da anni un'equipe che offre la possibilità di trattamenti di gruppo e individuali e organizza specifica attività di sensibilizzazione e prevenzione. Le malattie respiratorie sono in aumento. I numeri nella provincia aretina parlano da soli: sono poco meno di 20.000 le persone affette da BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva); oltre 10.000 quelle che combattono con problemi di allergie respiratorie e altrettante che curano le malattie respiratorie da apnea durante il sonno; poco più di 500 aretini si ammalano ogni anno di tumore maligno dell’apparato respiratorio e circa 100 aretini sviluppano una malattia interstiziale del polmone. Più di 700 pazienti nel 2016 sono stati ricoverati per curare un episodio di grave insufficienza respiratoria acuta, un quinto dei quali con ventilazione artificiale. In ambito domiciliare, 600 aretini possono vivere solo grazie all’ossigenoterapia domiciliare e 300 aretini possono respirare collegati ad un ventilatore meccanico.

“Grazie alla sensibilità dell’Azienda, la Pneumologia ha avuto negli ultimi anni un forte sviluppo – dichiara il direttore Raffaele Scala - Con una media di circa 700 ricoveri nel 2016 e oltre 20.000 prestazioni esterne, oggi i ricoveri in reparto riguardano pazienti sempre più complessi che hanno bisogno di cure specialistiche articolate. I pazienti con difficoltà respiratorie più critiche vengono da anni gestiti nell’Unità di terapia intensiva pneumologica. Sono più di 1500 i pazienti trattati nell’UTIP aretina, la quale ha avuto importanti riconoscimenti scientifici internazionali. Inoltre, grazie alla generosità del Calcit, è in uso da più di 2 anni l’eco-broncoscopio di ultima generazione, in grado di rendere più precisa la diagnosi e la stadiazione dei tumori, evitando il ricorso a manovre chirurgiche. E’ un importante tassello che arricchisce un’interventistica pneumologica di lunga tradizione” conclude Scala.