AREZZO - “Mi sto a cuore”, la Fondazione Cesalpino promuove gli stili di vita

Brochure, spot, attività teatrali nelle scuole: ecco tutte le azioni organizzate per i prossimi mesi
AREZZO – “Mi sto a cuore: investo in salute”: è un’iniziativa della Fondazione Cesalpino dedicata alla prevenzione oncologica e cardiovascolare in tutta la provincia di Arezzo.
In Italia il 37% dei decessi, secondo recenti dati ISTAT, sono dovuti a cause cardiovascolari, seguiti dal 29% dei decessi per tumore. Si stima che l'80% dei tumori siano di origine ambientale, cioè legati al tipo di lavoro, alla dieta, al consumo di tabacco e di alcol e all'esposizione ai raggi solari. E non sono rassicuranti neanche le stime di previsione, che indicano una crescita ed una complessità di queste affezioni nei prossimi anni, tali da mettere in discussione la sostenibilità dell’intero Sistema Sanitario Nazionale.
E’ da qui che nasce il progetto della Fondazione Cesalpino che metterà in campo una serie di azioni volte alla promozione di stili di vita salutari e l’adozione di interventi e strategie terapeutiche di prevenzione cardiovascolare e oncologica.
“ Crediamo che informazione ed educazione – spiega Paola Butali, presidente della Fondazione Cesalpino - rappresentino un efficace mezzo per contrastare il costante incremento di queste malattie e tutelare la salute dei cittadini. Distribuiremo in tutta la provincia una brochure con i corretti stili di vita, poi locandine e spot televisivi per i quali abbiamo ingaggiato testimonial aretini conosciuti. Parleremo ai giovani attraverso il teatro nelle scuole utilizzando il loro linguaggio. Supporteremo le iniziative del Calcit e di politica sanitaria della Azienda USL Toscana sud est in tema di prevenzione delle malattie oncologiche e cardiovascolari”.
“Gli stili di vita corretti sono la migliore arma contro le principali malattie - commenta Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est- Le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel nostro Paese L’informazione e la comunicazione a tutti i livelli sono sicuramente strumenti efficaci su cui dobbiamo puntare per rendere i cittadini consapevoli della propria salute”.

“Noi abbiamo dato vita negli anni scorsi al Progetto Giona - conclude Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit – E’ un progetto dedicato ai giovani. Tanti sono i messaggi esterni fuorvianti ma i ragazzi, se coinvolti, sanno essere promotori di stili di vita sani sia a scuola che in famiglia”.

Questi ed altri temi volti alla sensibilizzazione e promozione della salute sul territorio provinciale di Arezzo, che possono garantire concreti benefici nel medio-lungo periodo (2-5 anni) sul rischio cardiovascolare globale e sull’incidenza dei tumori nella popolazione, potranno essere presto approfonditi nel sito www.mistoacuore.it.

I DATI
Nel sesso maschile, tumori e malattie cardio-circolatorie causano approssimativamente lo stesso numero di decessi (34%) mentre nel sesso femminile il peso delle malattie cardio-circolatorie è più rilevante rispetto ai tumori (40% vs 25%). L’incidenza è influenzata, oltre che dal genere, anche dall’età: nei maschi giovani, il tumore più frequente è rappresentato dal cancro del testicolo, praticamente raro negli anziani; a seguire melanomi, LNH, tumori del colon-retto e della tiroide. Nella classe 50- 69 anni e negli ultrasettantenni il tumore più frequente è quello della prostata, seguono polmone, colon-retto e vescica. Nella classe 50-69 anni al 5° posto compaiono i tumori della vie aero-digestive superiori mentre il tumore dello stomaco è appannaggio delle persone molto anziane. Nelle femmine invece il cancro della mammella rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età, sebbene con percentuali diverse (41% nelle giovani vs 21% nelle molto anziane). Nelle donne giovani a seguire compaiono i tumori della tiroide, melanomi, colon-retto e cervice uterina. Nella classe intermedia seguono i tumori di colon-retto, corpo dell’utero, polmone e tiroide, mentre nelle anziane seguono i tumori di colon-retto, polmone, stomaco e pancreas.

Nei giovani:
Un recente studio condotto dall’istituto Doxa per conto di Federalimentare ha evidenziato che la maggior parte dei giovani conosce comportamenti correlati ad uno stile di vita corretto, ma la complessità e i ritmi della quotidianità pongono ostacoli all’adozione di buone pratiche.
Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Rapporto sul fumo in Italia) il 22% dei ragazzi nella fascia di età 15-24 anni consuma abitualmente tabacco. In media i giovani iniziano a fumare intorno ai 17 anni, ma il 13 per cento dei fumatori comincia prima dei 15 anni.
778 mila teenager (11-17 anni) sono considerati consumatori a rischio di alcolici, ovvero un ragazzo su 5 (21%) e una ragazza su 6 (17%) (dati ISS-Istat 2015). Ogni anno in Italia si verificano 17 mila decessi ascrivibili all’alcol. La classe di gran lunga più rappresentata è quella tra i 15 e i 29 anni: numeri che fanno degli incidenti stradali alcol-correlati la prima causa di decesso tra i giovani.