AREZZO - Mencaglia alla guida della Rete regionale della PMA

Importante riconoscimento per il lavoro sulla Procreazione Medicalmente Assistita che sta portando avanti la Asl Toscana sud est

CORTONA – Luca Mencaglia è stato nominato responsabile della “Rete regionale per la prevenzione e cura dell’infertilità”. Il professionista è già direttore della Rete a livello aziendale per la Asl Toscana sud est.

“La delibera che ha istituito la Rete  Regionale per la Cura e Prevenzione della Infertilità, e che raccoglie tutte le strutture pubbliche e private (22 Centri di PMA, le strutture pubbliche di Andrologia e gli ambulatori sul territorio dedicati alla Infertilità), non ha lo scopo di fare una semplice identificazione delle strutture – ha dichiarato Mencaglia - ma proporre dei percorsi di lavoro comune che portino a un miglioramento della prevenzione e del trattamento della infertilità   Il decreto regionale che mi nomina a coordinatore regionale per un periodo di tre anni ha una straordinaria importanza anche per il Centro di Cortona di PMA che in questo momento è l'eccellenza della Toscana. Ci aspetta un grande lavoro che tra l'altro prevede l'attivazione della Rete PMA nelle tre aree vaste, la realizzazione di un percorso formativo universitario comune per tutti coloro che vogliano occuparsi di infertilità e la realizzazione di percorsi diagnostico terapeutici comuni in questo ambito”.

La Rete territoriale PMA della Asl Toscana sud est conta sui centri di Fratta, Montevarchi, Bibbiena, Grosseto e Campostaggia. Prossima attivazione anche ad Arezzo e Nottola. Il Centro Pma della Fratta è stato il primo in Italia ad adottare, da gennaio 2016, la diagnosi genetica pre-impianto, una vera e propria “amniocentesi anticipata”, non fatta sul feto ma sull’embrione.

Negli ultimi decenni, le coppie occidentali hanno posticipato progressivamente la decisione di avere un figlio e questa è una delle cause di infertilità. La fertilità femminile, infatti, è al suo picco trai 23 e 31 anni. La possibilità di avere una gravidanza si riduce del 3% all'anno dai 31 ai 34 anni e dell'8% a 39 anni. Sono quindi fondamentali la consapevolezza della propria fertilità, una diagnosi precoce e un accesso veloce ai servizi di procreazione medicalmente assistita per aumentare le possibilità di avere figli.