AREZZO - L’Aia di Ramarella abbraccia l’inclusione sociale e lavorativa

Prende il via l’ultimo progetto interno al Patto della salute mentale in Valdarno
PERGINE VALDARNO – Un nuovo step per il Patto della Salute mentale in Valdarno.  E’ stato siglato stamani presentando il progetto “Rural Point/ Fattoria Sociale”, con riferimento a tutto ciò che nel Patto è relativo all’Abitare Supportato, all’Agricoltura sociale e ad altre forme di socializzazione e inserimento lavorativo.
Il progetto sarà realizzato all’interno di un’azienda agricola che si trova a Pergine Valdarno, nella porzione chiamata “L’Aia di Ramarella”, della quale saranno affittati due appartamenti, i fondi, la cantina, alcuni annessi agricoli, un pezzo di terreno da adibire a orto e 20 ettari di bosco. Il progetto rappresenta la sintesi di un percorso iniziato 4 anni fa grazie alla sinergia tra vari soggetti che, di volta in volta, si alternano in base alle peculiarità delle varie azioni e prevede numerosi sviluppi per la sua implementazione.
Questo progetto, finanziato dalla Regione Toscana, nasce nella Zona del Valdarno Aretino ma oggi la direzione generale della Asl lo ha proposto come sperimentazione di Area Vasta sud est, in collaborazione con il comune di Pergine, la conferenza zonale dei sindaci, l’Usma, Usmia Valdarno, la Cooperativa Koinè, l’associazione Aldebaran e tutti i soggetti che hanno aderito alla rete del Patto Territoriale Salute Mentale.
"E' sicuramente una grande responsabilità ma anche una grande soddisfazione poter ospitare nel nostro territorio un progetto di questa portata, funzionale al Valdarno aretino ma anche all'intera area sanitaria sud-est – dichiara Simona Neri, sindaco di Pergine Valdarno – Il nostro è da sempre un Comune a vocazione agricola ed è condivisibile che si possano coniugare percorsi terapeutici e sanitari con quelli dell'agricoltura sociale. Attraverso la sinergia di tutti i soggetti coinvolti faremo sì che l'Aia di Ramarella possa auto-sostenersi attraverso il recupero e la coltivazione delle nostre terre. Mi auguro che la fattoria possa divenire un punto di riferimento per il territorio e per la promozione delle nostre eccellenze e possa rappresentare occasione di integrazione con i progetti per l'infanzia che l'assessorato alle politiche sociali sta portando avanti. Questa è un'ottima occasione per coinvolgere la popolazione anziana del luogo”.
“Un progetto destinato all’inclusione sociale e lavorativa non può che trovare il nostro appoggio – ha dichiarato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – Quella di Pergine ha le potenzialità per diventare un’esperienza pilota, un esempio per altre realtà. E’ innovativo e straordinario che questo bellissimo luogo diventi il fulcro di un progetto di vita, di inclusione e di occupazione”.
“Come Regione abbiamo deciso di appoggiare questo progetto  perché parla al cuore della nostra comunità e rappresenta un’occasione lavorativa, di socializzazione e di inclusione nell’ambito di un contesto naturale e rurale di pregio – ha dichiarato la vice presidente della Regione Lucia De Robertis – Senza dimenticare l’opportunità di salute che queste iniziative comportano. I patti territoriali sono un’intesa per garantire gli stessi diritti e le stesse occasioni a tutti i cittadini. Lo sviluppo della comunità locale parte e cresce proprio con loro. La Regione sostiene con forza queste iniziative”.
“L'evento odierno è una tappa di un percorso che proviene da lontano – spiega Giuseppe Cardamone, direttore Area Omogenea salute mentale degli adulti per la Asl Toscana sud est - Il superamento dell'ospedale psichiatrico in questo territorio, animato e guidato  dal dr. Pesce, si è potuto concretizzare grazie alla scoperta del ruolo centrale e strategico svolto dalla comunità la quale, oggi, si configura nella fattoria sociale: un luogo che rappresenta la possibilità reale di sviluppo locale, oltre ad un'opportunità per le persone in difficoltà”.
“Il progetto che presentiamo questa mattina inizia come start up, grazie anche ad un finanziamento della Regione Toscana, ed è finalizzato all’autosostentamento – spiega Sauro Testi, responsabile del progetto per la Koinè -  Un appartamento de “L’Aia di Ramarella” sarà abitato da 4 giovani in carico al servizio di socio riabilitazione del Valdarno; l’altro da 4 persone inserite nei progetti del “Patto”. I campi saranno lavorati con produzione di ortaggi e frutta, che poi saranno venduti mentre verrà curato e manutenuto il bosco adiacente, luogo predisposto anche per laboratori, falegnameria, attività varie di animazione e orienteering. Nel giro di un anno, entro giugno 2018, ci siamo posti l’obiettivo di mettere in moto tutta la macchina (parte agricola, parte abitativa, parte della fattoria sociale ecc) e di trovare le risorse per garantirne il funzionamento.  Dobbiamo quindi definire i criteri di utilizzo delle attività diurne e residenziali da parte dei servizi territoriali, il tutto in collaborazione con alcune realtà locali come l’associazione Aldebaran e la cooperativa La Macchia”.
Alla presentazione hanno partecipato Maurizio Viligiardi (presidente della conferenza dei sindaci); Evaristo Giglio, direttore Zona Distretto; Elisabetta Truglia (direttore UF Salute mentale Zona Valdarno); la consigliera regionale Valentina Vadi e alcuni sindaci della vallata. Tutta la progettazione e i dettagli delle varie iniziative sono reperibili sul sito www.pattismit.it