Autorità, cittadini e professionisti della Asl hanno presenziato al taglio del nastro. Desideri: “Un grazie di cuore al Calcit e agli aretini”

AREZZO – Taglio del nastro questa mattina nella palazzina Calcit, accanto all’ospedale San Donato, per l’hospice di Arezzo. Prima si è tenuta la presentazione nell’auditorium Pieraccini, di fronte a cittadini, autorità e professionisti della Asl. Poi l’inaugurazione vera e propria dei locali.

"Quello che inauguriamo oggi - ha dichiarato l’assessore regionale Stefania Saccardi - è un bellissimo esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale. Un grande grazie al Calcit, che si muove
sempre in sinergia con le istituzioni. La collaborazione tra Calcit e
Asl dura ormai da molti anni, ed è questo il modo giusto di agire, con
l'obiettivo comune della salute dei cittadini. La sanità non può curare tutto ma può e deve prendersi cura di tutti".

“Migliorare la qualità della vita dei malati sottoposti a cure palliative, facendoci carico del loro dolore fisico e psicologico, affiancando le famiglie in un momento difficile. Questo è l’obiettivo del nostro hospice – ha dichiarato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – Per questa struttura e per questa opportunità dobbiamo ringraziare il Calcit e i tanti aretini che hanno sostenuto il progetto. L’hospice consente di evitare il ricovero in ospedale, grazie ad un luogo che ha le stesse caratteristiche di una casa ma che, allo stesso tempo, prevede un’offerta socio-sanitaria ad elevata intensità assistenziale e con competenze specialistiche. Per Arezzo e la sua provincia, si tratta di un segnale forte di umanità e rispetto della vita”.

“Finalmente stiamo inaugurando l’hospice di Arezzo, un segno dell’attenzione che lo Stato deve alla dignità della persona umana, anche in questa grande e popolosa provincia - ha dichiarato l’Arcivescovo Fontana - Così come si nasce con sempre maggiore dignità in Italia, allo stesso modo si deve poter morire, alla stessa maniera ricchi e poveri. Lasciare solo sul moribondo la complessità del momento supremo della vita rischia di deresponsabilizzare la comunità umana che lo circonda. Il rispetto della libertà del singolo non fa venire mai meno la responsabilità etica ed efficace dei familiari, dei medici e della politica. Spostare sul malato l’onere della responsabilità delle scelte sembra poco efficace nella tutela dei sofferenti, che non è solo una questione politica, ma anche culturale, religiosa e umana. Strutture come l’hospice sono un segno di civiltà perché possono permettere a tutti, al di là del censo e del potere della persona, di accompagnare ogni malato, assieme alla famiglia, in questo percorso non facile di vicinanza a chi muore. La morte è un evento della vita, un momento supremo di verità, dove le competizioni politiche devono restare indietro, con rispetto di quella umanità che fino all’ultimo respiro di  vita ci fa essere assai più di semplici corpi”.

"Un sistema di salute serio si prende cura delle persone soprattutto nei momenti più difficili della vita – ha detto il direttore sanitario Simona Dei - Proprio allora è importante essere presenti: per curare il dolore, trovare un senso ai giorni e alle ore, accompagnare nel percorso verso la fine, con competenza ma soprattutto con umanità. Ringrazio tutti coloro che permettono tutto questo con impegno e professionalità".

“L’hospice - ha spiegato Pier Domenico Maurizi, direttore delle Cure Palliative - è una struttura sanitaria residenziale di cure continue ad alta complessità assistenziale. Prende in carico i pazienti in fase terminale quando, per una molteplicità di condizioni, il domicilio diventa inadeguato. L’hospice permette di proseguire le cure in un ambiente protetto, con trattamento assistenziale 24 ore su 24”.

“Per Arezzo è una giornata importante – ha detto Antonella Valeri, direttore del Distretto - L’hospice era molto atteso, anche per coloro che devono sottoporsi ad una terapia oncologica ed hanno bisogno di un punto di riferimento durante il percorso. Ringrazio il Calcit per il sostegno importante e anche la Diocesi, che ha contribuito per l’acquisto di alcuni arredi”.

“La palazzina torna completamente a servizio dei malati – ha dichiarato Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit – Un fiore all’occhiello per la nostra sanità e per la popolazione. Grazie agli aretini che hanno contribuito a realizzarla e alla Asl per i lavori di ristrutturazione. Oggi mandiamo un segnale di civiltà e grande dignità verso coloro che devono essere accompagnati nel fine vita e i loro familiari”.

“Un ringraziamento a nome di tutta la città di Arezzo per questa struttura – ha concluso il sindaco Alessandro Ghinelli - L'hospice rappresenta un passo importante nell'eccellenza della cura e dell'assistenza: la presenza di un luogo dove i molteplici bisogni del malato sono facilitati e posti al centro dell'attenzione, è prova concreta del riconoscimento e del sostegno alla dignità e alla sensibilità delle persone più sofferenti e deboli e dei loro familiari, quanto mai essenziali nei momenti più delicati della malattia”.