Un’aretina racconta quanto vissuto con la figlia, affetta da ipoacusia profonda
AREZZO – Domani, sabato 3 marzo, ricorre il terzo World Hearing Day, la Giornata Mondiale dedicata alla cura dell’udito, promossa ogni anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dai Governi. Il tema del 2018 è tutto proiettato al domani: “Hear the Future” è lo slogan lanciato dall’Oms per accendere i riflettori sul fatto che un numero sempre crescente di persone accusi problemi all’udito. La sordità è spesso legata alla genetica e all’invecchiamento ma a rischio oggi sono sempre più i giovani. A preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono soprattutto i più piccoli: 32 milioni di bambini al mondo presentano problemi di udito. L’aretina Martina, madre di Viola (nomi di fantasia) racconta la sua storia per dare speranza agli altri e per superare insieme le problematiche che ha incontrato nel suo percorso. Viola aveva poco più di due anni quando i genitori si sono accorti che tendeva a parlare poco ed era spesso nervosa: rispondeva solo quando veniva chiamata con un tono di voce alto. “Ci siamo recati subito dall’otorino - racconta Martina - ma la diagnosi che ci ha fatto cadere il mondo addosso è arrivata dal Meyer: ipoacusia acuta e profonda. Se inizialmente riusciva a sentire i rumori più forti, con il passare del tempo ha perso del tutto l’udito. Ho immaginato un ambiente senza suoni e ho provato paura e smarrimento: non sentiva la mia voce, le voci degli altri, i rumori, la musica. Come sarebbe stato il suo futuro?”. Il confronto, prima con il marito e poi con i professionisti, ha permesso di elaborare il dolore e di intraprendere la strada giusta per garantire un futuro sereno alla piccola. “La scienza è andata avanti e i medici ci hanno guidato nelle scelte migliori – dice Martina - Nostra figlia è stata da poco sottoposta ad un’operazione. Adesso ha un impianto cocleare in grado di ripristinare una buona funzionalità uditiva nelle persone con sordità profonde”. Ancora molta strada deve essere invece fatta per abbattere le barriere architettoniche e di integrazione. “Nella nostra esperienza abbiamo avuto modo di confrontarci anche con altre famiglie - conclude la mamma - e abbiamo deciso di portare avanti un progetto. E’ stato difficile accettare che alcune scuole non siano pronte ad accogliere i nostri figli. In questo tempo ci siamo resi conto di quanto fosse importante per Viola guardare il nostro labiale e la mimica facciale per comunicare. Sono pochi e semplici gesti da utilizzare, soprattutto in quei luoghi dove l’integrazione è uno degli obiettivi”. In Italia 7 milioni di persone soffrono di problemi uditivi (11,7% della popolazione). Per prevenire la perdita di udito nei bambini è importante la vaccinazione regolare, la limitazione dell’accesso ad alcuni farmaci e la riduzione dei livelli di rumore. La diagnosi precoce è il primo passo per un’azione concreta. Nel nostro paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre tra gli over 65. Ma sono ancora troppo poche le persone che effettuano controlli dell’udito. Invece ai giovani tra i 12 e i 35 anni, che secondo l’Oms sono a rischio sordità, è consigliata l’adozione di corretti stili di vita: non abusare di cuffie e auricolari e utilizzare i tappi per le orecchie nei luoghi di intrattenimento o di lavoro troppo rumorosi.