In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Asl Toscana sud est rende noti i dati dell’attività 

AREZZO - Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Per contrastare questo drammatico fenomeno, da tempo è attivo in Toscana e nella Asl sud est il modello di presa in carico del Codice Rosa, nato a Grosseto nel 2009 da una intuizione di Vittoria Doretti (responsabile della Rete regionale del Codice rosa) e della Procura della Repubblica, in collaborazione con i Centri antiviolenza. Formalizzato nel 2010, con un protocollo d’intesa, attualmente è patrimonio regionale (hanno aderito tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere) e nazionale, nonché modello di riferimento per contrastare i fenomeni di violenza di genere (attraverso il percorso donna) o di discriminazione.

Il Codice Rosa è un percorso riservato alle vittime di violenza che si rivolgono ai pronto soccorso degli ospedali o delle Aziende ospedaliere che hanno aderito al progetto. Il personale socio-sanitario lavora in rete con enti e istituzioni, nonché in sinergia con i centri antiviolenza che rappresentano un punto di riferimento fondamentale sul territorio per il sostegno alle vittime. Da dicembre 2016, inoltre, con delibera della Giunta toscana, il progetto Codice rosa è stato ulteriormente strutturato in Rete regionale, con modalità, protocolli operativi e linee guida comuni.

 Alcuni dati: nel 2016 in provincia di Arezzo hanno avuto accesso al Codice Rosa 12 minori (7 italiani e 5 stranieri; 6 femmine e 6 maschi). 2 casi sono stati registrati come abuso e gli altri 10 come maltrattamento. Per gli adulti, invece, i Codici rosa sono stati 163 (158 donne e 5 uomini; 105 italiani e 58 stranieri). Tra questi, registrati 156 casi di maltrattamento, 6 di abusi e 1 di stalking. Il totale è di 175 casi. Nei primi 9 mesi del 2017, si sono registrati 145 casi, tra cui 131 adulti e 14 minori (93 cittadini italiani e 52 stranieri).

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per invitare governi, organizzazioni internazionali e Ong a contrastare, anche con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, questa autentica piaga sociale e sanitaria, che non conosce confini di età, nazionalità, religione, livello sociale. La data non è stata scelta a caso: il 25 novembre 1960 tre sorelle domenicane, Patria, Maria e Antonia Mirabal furono brutalmente assassinate dalla guardia del dittatore Trujillo per il loro impegno contro il regime. Infatti, una delle missioni internazionali cui ha partecipato Vittoria Doretti insieme alla Regione Toscana e Oxfam Italia, è stata proprio nella Repubblica dominicana nel 2013.